Fantasy

HELLBOY (2004)

Titolo OriginaleHellboy
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2004
Genere
Durata112'
Scenografia

TRAMA

Il diavolo Hellboy, giunto sulla Terra attraverso un portale aperto nel 1944 da Rasputin ed i nazisti, collabora con un centro ricerche sul paranormale per combattere le entità oscure.

RECENSIONI

Décor che guarda più al passato che al futuribile, trucchi (di Rick Baker) che sanciscono un salutare rifiuto dell’effetto digitale, luci sepolcrali di Guillermo Navarro (singolare lo studio cromatico in apertura, un blu notte del passato che tende al bianco e nero), rispetto per il lavoro originale di Mike Mignola: eppure è un fumetto inanimato. Perché Del Toro si limita a rifare Mimic (anche lì mostri a iosa in métro) in salsa Men in Black, smettendo le vesti del terrore per ricoprirsi di una fantacommedia più scontata degli elementi che la compongono. La sua sceneggiatura monotematica (mostri.resurrezione.mostri), che compendia vari albi, non sfrutta per niente l’intrigante tema del diavolo destinato al Male ma strumento del Bene, dimentica le suggestioni esoteriche, riduce tutto a interminabili duelli con esseri deformi, botte da supereroi (potente la sequenza in cui Hellboy ribalta una jeep), La Leggenda degli Uomini Straordinari senza straordinarietà, Ghostbusters senza divertimento. Da un lato, la sua trasposizione assomiglia troppo al personaggio di Hellboy: imperturbabile e gradassa, fra il serio e il faceto, fa di tutto per nascondere i moti umani. Dall’altro è sintomatico che il carattere più affascinante sia quello di Karl Ruprect Kroenen, un automa senz’anima, masochista (con un materiale così!) e micidiale, mentre quello più sbiadito appartiene a Rupert Evans, un "puro di cuore" che porta seco il retorico moralismo in chiusura (le scelte, non le origini, definiscono l’uomo). Le parentesi per presentare il trauma del "diverso", predestinato e con amore impossibile non toccano alcuna corda emotiva (vedere e ammirare lo Spider-Man di Sam Raimi). Un buco nero che funziona a livello spettacolare, ma in assenza di Luce l’Oscurità prevale, e risucchia potenzialità brillanti (Rasputin e il suo amore maledetto, il dilemma etico fra Amore e Bene).