Criminale, Recensione

UNA CALIBRO 20 PER LO SPECIALISTA

Titolo OriginaleThunderbolt and Lightfoot
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1974
Genere
Durata115’

TRAMA

Il ladruncolo d’auto Caribù (Lightfoot) dà un passaggio a un predicatore in fuga che scopre essere il rinomato Artigliere (Thunderbolt), rapinatore di banche, in fuga dai compari di una gang che lo credono un doppiogiochista.

RECENSIONI

Il divo/produttore Clint Eastwood permette, a suo modo (tre giorni di prova, altrimenti lo avrebbe diretto personalmente), al Michael Cimino sceneggiatore di Una 44 Magnum per l’Ispettore Callaghan di passare dietro la macchina da presa per dare forma al suo nuovo script. Come maschera attoriale, guadagna dosi di lirismo e ironia assenti nei suoi polizieschi violenti di successo: stavolta, poi, è dall'altra parte, interpreta un criminale (modellato da Cimino su Il Ribelle d’Irlanda) e il focus, più che su azione (comunque copiosa nelle continue fughe, con un’apertura da antologia) e ideologie poliziesche, è sulla nascita di un’amicizia fra due caratteri opposti, che farà da archetipo per molte pellicole a seguire e che funziona grazie a Jeff Bridges, uno degli attori più sottovalutati della storia, personalmente scelto dal regista per riuscire in un’impresa impossibile, far ridere Eastwood al cinema. Il segreto di questo film on-the-road sta molto nell’alchimia, infatti, che si crea fra i due personaggi/attori, senza dimenticare che Cimino, intanto, osserva già con piglio critico l’America degli abbandonati, provinciale e con fine del Sogno. La canzone "Where Do I Go From Here?" è di Paul Williams.