TRAMA
Il leader di una cover band (ma lui preferisce definirla una tribute band), diventa il cantante del gruppo che venera. Ma non è tutto oro quel che luccica…
RECENSIONI
Ogni Festival ha il suo film da sghignazzo e urlo libero e ROCK STAR ha espletato bene questa funzione: la storia del ragazzo che corona il suo sogno -
cantare nella rock band che ammira da sempre - scoprendolo meno dorato di quel che credeva tocca, senza pudore, tutte le tappe convenzionali piu' viete e banali: prima oscuro cantante di un complessino, i Blood Pollution (è lecito ridere) il ragazzo gode all'improvviso del successo clamoroso; seguono euforia, crisi con la fidanzata, ripensamento, ritorno alla semplicita' e al vecchio amore (e a un nuovo piu' autentico successo, sembra suggerirci il finale). Il tutto condito da un rock cafone che darebbe nausea persino a Bon Jovi (pensate a noi), dialoghi vuoti, piattezza imperante. Non era il pomeriggio di Canale 5, era mezzanotte al Reposi 3 ma, come commentava Ravarino, "con questa musica così alta non si riesce neanche a dormire".


