Horror, Recensione

NON MI UCCIDERE

TRAMA

La giovane Mirta va in overdose e muore insieme all’amato e ribelle Robin, ma si risveglia dai morti, con fame da zombi e cacciata dai beneandanti, setta secolare.

RECENSIONI

Fra un salutare film di genere con velleità autorali come I Figli della Notte e questo insostenibile scimmiottamento dei teen-horror sentimentali americani stile Twilight, è accaduto il successo della serie Baby, da cui provengono Alice Pagani e il gergo (?) del collettivo Grams in sede di sceneggiatura. Dell’esordio di Andrea De Sica restano solo le ascendenze lynchiane (c’è anche ‘The Nightingale’ da Twin Peaks), il talento per il tappeto musicale e certe immagini iconiche (la lacrima nera, il corpo sott’acqua): tutto il resto è al servizio del target adolescenziale con format che appiattisce la trilogia della scrittrice Chiara Palazzolo e fa rabbrividire nei risultati, schiacciati da un fac-simile vicino allo scult, con Rocco Fasano sosia parrocchiale di Robert Pattinson, un’imbarazzante ricerca del maledettismo dalla prima scena con guida a occhi chiusi, battute dozzinali (“Devi tirare fuori la bestia”), mood per giovani con algoritmo hollywoodiano interpretato da attori inabili o resi tali (dopo Fasano, sul podio la risata di Sergio Albelli e il disegno dell’intortatore in discoteca) ed una regia convinta di saper replicare qualunque formula di successo, da Lasciami Entrare fino al combattimento (senza armi da fuoco?) una vs. tutti alla Luc Besson. A non funzionare, oltretutto, è una narrazione ricolma di scene improbabili, sviste logiche e ammiccamenti fuori misura (la madre convinta che in casa ci sia la figlia e non un ladro; l’ubiquità e ferocia nonsense dei beneandanti; la tinozza per il bagno; le dinamiche schizofreniche con l’amico di Robin; la scena “erotica” degli zombi che s’arrampicano sul letto). Tutto questo non permette la sospensione d’incredulità e apre le porte al ridicolo involontario quando, ad esempio, si racconta dei beneandanti, setta potente e secolare sparsa per il mondo (guidata da Fabrizio Ferracane che fa Christoph Waltz).