Drammatico

JANE EYRE (1996)

Titolo OriginaleJane Eyre
NazioneGran Bretagna/U.S.A.
Anno Produzione1996
Durata116'

TRAMA

Una giovane istitutrice fa innamorare di sé lo scorbutico datore di lavoro. Ma l’uomo nasconde più di un segreto…

RECENSIONI

Non pago di avere massacrato con la sua macchina da presa (lieve come un pennello solo sulla carta dei pressbook, dato che nei fatti è più simile a una motosega) Verdi e  Shakespeare (per citare le vittime più celebri), Franco Zeffirelli si(/ci) cimenta con il romanzo di Charlotte Brontë, già portato sul grande schermo (fra gli altri) da Robert Stevenson (LA PORTA PROIBITA, melodramma gotico primi anni ’40 arroventato dal magnifico duo Welles – Fontaine e accessoriato di una giovanissima Liz Taylor nella parte di Helen). Del testo di partenza, lucido, appassionato, meticoloso e ironico come pochi, non rimane nell’opera zeffirelliana che lo scheletro tramico, trascurabile attaccapanni su cui il Nostro (si fa per dire) accatasta la stravista gamma di corsetti, tube, paesaggi very very english, pianoforti, furtive lagrime, tra dialoghi inascoltabili (letteralmente: il doppiaggio è tutt’altro che ideale), fotografia stucchevole, attori (?) bamboleggianti come e peggio che in una soap a medio budget, forse anche per colpa di un miscasting che non teme confronti: Charlotte Gainsbourg ha un bel parentado e il fisico del ruolo, ma non la duttilità richiesta da una parte tanto insidiosamente semplice, William Hurt sembra costantemente alle prese con seri problemi intestinali, Geraldine Chaplin si presta a una sbiadita caricatura, Elle Macpherson e – ahinoi – Maria Schneider fanno da lussuosa tappezzeria. Un fallimento assoluto, e il pensiero che questo non è certo il peggior film del suo autore non può valere come attenuante generica.