Fantascienza, Horror

IL COLORE VENUTO DALLO SPAZIO

Titolo OriginaleColor Out of Space
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2019
Durata111'
Trattodall'omonimo racconto di H.P. Lovecraft (1927)
Fotografia
Scenografia

TRAMA

La famiglia Gardner si trasferisce in una remota fattoria del New England per sfuggire alla frenesia del XXI secolo. Mentre si adattano a questa nuova vita, un meteorite si schianta davanti alla loro casa e sembra fondersi con il suolo, infettando sia il terreno sia le proprietà dello spazio-tempo con uno strano colore extraterrestre. I Gardner scoprono con orrore che questa forza aliena sta mutando gradualmente ogni forma di vita che tocca… inclusa la loro.

 

RECENSIONI

Il giorno della cerimonia di insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden, molte testate giornalistiche hanno riportato la notizia secondo cui la gran parte dei seguaci della teoria del complotto di QAnon avrebbero seguito la diretta dal Campidoglio nella speranza che all'improvviso qualcosa mandasse tutto a monte. Infatti secondo una delle profezie di Q - l'utente anonimo che ha adescato moltissimi cittadini tendenzialmente di estrema destra con i suoi post top secret - il presidente uscente Trump sarebbe riuscito in qualche modo ad invocare la legge marziale per giustiziare pubblicamente un gruppo di potenti Democratici satanisti e pedofili, tra cui il neo presidente. Chiaramente nulla di tutto ciò è accaduto: Biden ha prestato giuramento entrando così regolarmente in carica mentre Trump stava giocando a golf nella sua villa di Palm Beach. Eppure non erano in pochi a credere che effettivamente sarebbe accaduto quello che QAnon aveva promesso. D'altronde i complottisti pensano di essere degli attivisti che agiscono per il bene e per la verità. E le loro convinzioni non sono frutto di un singolo post, ma derivano da una narrazione continua, costante e onnipresente, capace di creare una realtà parallela che si sostituisce alla verità dei fatti e porta migliaia di persone a credere che anche le cose più incredibili siano invece ovvie e nascoste dai “poteri forti” per molteplici motivi.

In tutto questo cosa c'entrano Trump, QAnon, i complottisti con Nicolas Cage, i meteoriti alieni e Lovecraft? Apparentemente nulla, però in realtà il collegamento non è poi così assurdo. Ne Il colore venuto dallo spazio di Richard Stanley un meteorite si schianta nel cortile di una fattoria, contaminando ogni elemento vivente con cui entra in contatto. Come già suggerisce il titolo, lo fa in maniera piuttosto evidente: ogni soggetto contaminato, dall'acqua alle piante, dall'aria agli animali e alle persone, cambia colore assumendo svariate tonalità di viola. Non si tratta quindi di una mutazione invisibile o di un'invasione difficilmente identificabile come ad esempio quella de L'invasione degli ultracorpi o di Essi vivono. Ogni cosa cambia colore e forma, i corpi diventano mostruosi e si fondono tra loro: l'invasione messa in scena da Il colore venuto dallo spazio è prima di ogni altra cosa un'invasione della percezione e dello sguardo sul mondo. Qualsiasi elemento mutato influisce pesantemente sull'immagine dell'ambiente. In tutto questo il personaggio interpretato da Nicolas Cage nega fino alla morte che esista un problema. Non ci è dato sapere se per tutto il tempo menta a se stesso o se proprio non se ne accorga, però quello che per lo spettatore è un dato chiaro e oggettivo, per un personaggio immerso nella storia non lo è. Neppure quando sua moglie e suo figlio si fondono in un unico corpo informe e orripilante riesce a convincersi che forse sta succedendo qualcosa di insolito. E quando il suo stesso braccio inizia praticamente a decomporsi, la sua reazione naturale è quella di coprirlo con la manica della camicia senza darci troppo peso. Questo probabilmente accade perché vive in una narrazione fittizia che si è creato per giustificare a se stesso e ai suoi famigliari di essere una persona forte, capace di prendere solo decisioni corrette e vicinissimo al raggiungimento del successo grazie alla sua furbizia. Ogni elemento di disturbo rispetto agli obiettivi che si è prefissato gli scivola addosso senza che lui praticamente se ne accorga. Abita la propria idea di mondo in maniera talmente convinta che negare l'evidenza è diventata una routine.

Chiaramente Il colore venuto dallo spazio non si riferisce all'insediamento di Biden, a QAnon e all'assalto al Congresso. E quasi sicuramente non vuole neanche parlare di complottisti. Però è altrettanto evidente come il film di Richard Stanley sia in grado di mettere a nudo la difficoltà che colpisce praticamente tutti a percepire e accettare due tra i fattori più cruciali dell'ultimo periodo: il cambiamento e la verità. Il film si apre con uno studioso intento a capire se l'acqua del lago sia contaminata o meno: nel momento in cui si accorge di un pericolo e lancia l'allarme il più delle volte si ritrova di fronte persone totalmente impermeabili a questa informazione perché troppo concentrate sulla propria visione delle cose. Quella messa in scena dal film è volutamente un'estremizzazione di un certo tipo di atteggiamento, che però in un certo senso non è neppure così distante dalla nostra quotidianità. Certo è che il mondo attorno a noi si è praticamente capovolto dall'oggi al domani e accettare questo fatto è stata probabilmente una tra le sfide più impegnative per chiunque. In moltissimi si sono rifugiati in confortevoli bolle di opinioni comuni per autoconvincersi che le cose sarebbero andate esattamente come speravano, finendo in certe occasioni anche per negare l'evidenza. A volte ammettendolo, altre no. E sicuramente questo è un processo che ha travolto praticamente tutti, senza il bisogno di appartenere al club dei complottisti. Mettendo da parte quarantene e lockdown, questo discorso potrebbe benissimo essere applicato a molteplici scenari, dai cambiamenti climatici (forse l'argomento più pertinente al film), ai rettiliani. Però, al netto di tutto ciò che il film mette in scena - del cielo fucsia e degli alpaca mutanti - e di ogni estremizzazione del discorso, l'impossibilità di leggere la realtà da parte del personaggio di Nicolas Cage è forse una delle fotografie più convincenti del mondo in cui viviamo: mentre fuori si scatena l'apocalisse, lui resta impassibile, seduto sul divano. In questo senso Il colore venuto dallo spazio è capace di porre allo spettatore una domanda apparentemente stupida e scontata, ma che a conti fatti è meno stupida e scontata di quanto sembri: sei proprio sicuro che il cielo fucsia e gli alpaca mutanti li avresti notati?