Drammatico

GHOST WORLD

Titolo OriginaleGhost World
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2001
Genere
  • 66465
Durata101'
Tratto dadal fumetto di Daniel Clowes
Fotografia
Scenografia

TRAMA

Enid e Rebecca sono amiche, l’ultima estate prima del college. Enid segue un corso d’arte per avere la sufficienza, girovaga e chiacchiera con l’amica che nel frattempo ha iniziato a lavorare, incontra Seymour, collezionista di dischi di cui si innamora.

RECENSIONI

Dall'omonimo fumetto di Daniel Clowes, qui anche sceneggiatore, Zwigoff trae un film sull'adolescenza fatto di iperboli visive e rappresentative mantenendo, nella forma balloon, acida ed a strappi folgorante, note umane raffinate quando non toccanti. I momenti della seduzione da parte delle due amiche del coetaneo Josh nel negozio - quasi un tocco simpsoniano - sono delirii acuti, in particolare con la figura dell'avventore in canottiera d'abbronzatura.
Il grumo di senso si scopre lentamente, è inevitabile uno spostamento tonale in questo "nuovo" genere cinematografico: le premesse frizzanti, l'inventività sono costrette, ne è cosciente anche lo spettatore più disarmato, ad evolvere in assunzioni e postulazioni fenomenologicamente puntate quando non apertamente pedagogiche. Ci riferiamo alla virata esistenziale della vicenda, vero topos ineludibile che qui, merito d'una cura particolare di ambienti e personaggi, delle risonanze dialettiche tra l'esagerazione figurativa ed il sentire emotivo, umano, sfiora un nero nucleo del sentire adolescenziale: età d'un passaggio, d'una trasformazione che diviene urgenza al mutamento, alla fuga da sé stessi e dall'universo costipante in cui si è immersi, nulla di nuovo, vero, ma la forma è brillante: ambienti e caratteri stagliati con nettezza in una provincia senza nome ma con traiettorie di definizione (case basse, centri commerciali, la scuola, strade e fermate d'autobus) compiute.
L'amore e l'incomprensione, l'amicizia ed una forma di fatalità, pur semplicistica, sono le direttrici di trascinamento su cui si muove Zwigoff, senza particolari lampi registici ma, cosa non da poco di questi tempi, con una continuità (sentimentale) che ha negli attori, Tora Birch e Steve Buscemi, un grimaldello dell'immedesimazione.