Thriller

DECISIONE CRITICA

Titolo OriginaleExecutive decision
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1995
Genere
Durata125’

TRAMA

Alcuni terroristi islamici prendono possesso di un aereo di linea diretto a Washington, e chiedono il rilascio di un compare. Un professore della Sicurezza Nazionale intuisce che è solo una copertura per sganciare gas nervino sul paese: con un aereo speciale e un gruppo d’assalto, fa irruzione nell’aereo in volo.

RECENSIONI

Scritto dai fratelli Jim e John Thomas, autori di genere che sanno lavorare di imprevisti e ritmi senza respiro (hanno iniziato con Predator), è un thriller spionistico d’azione con tracce catastrofiche che segna l’esordio alla regia del talentuoso montatore inglese Stuart Baird, collaboratore di Ken Russell emigrato ad Hollywood per il brand “action” di Joel Silver (qui produttore), ai cui tratti distintivi ha contribuito non poco. La prima e gradita sorpresa la dona Steven Seagal, che entra in scena a Trieste a caccia di terroristi e tossine, e sparisce poco dopo, non senza aver sfoggiato le sue doti recitative (imperturbabile alla notizia della morte di un collega). La seconda è che si entra subito nel vivo dell’azione dell’Airport (che Baird conosce, previo Die Hard 2), e il regista non molla più la presa, con precise pedine in campo: sabotatori con capo inquietante, hostess coraggiosa (Halle Berry), pezzo grosso a bordo (senatore americano) e cervello per le contromosse (Kurt Russell). Per rendere più gustosa la polpa, ecco Firefox (il velivolo speciale Remora: l’aggancio in volo, con i suoi imprevisti, è puro sollazzo), talmente veloce che, per tutta l’azione, Kurt Russell resta in smoking, non avendo il tempo di cambiarsi come il film. Da manuale, c’è la corsa contro il tempo con più minacce in campo: quella della bomba e quella del piano messo in atto dal governo (la decisione critica presidenziale). Gli sceneggiatori, ai vari topos (disinnescare la bomba, far atterrare l’aereo…), aggiungono contrattempi che fanno la differenza fra un film di routine ed un sagace B-movie: il senatore che rischia di mandare tutto a monte per esigenze di campagna elettorale, l’artificiere che resta paralizzato, i terroristi che si ribellano al capo, le sorti nelle mani dell’hostess, un misterioso passeggero da individuare e, soprattutto, una serie di vittime innocenti che negano uno sviluppo scontato.