TRAMA
Foresta amazzonica, 1560: alla ricerca dell’El Dorado e del suo oro, la spedizione capitanata da Lope de Aguirre è vittima di un ammutinamento.
RECENSIONI
Con la voce narrante del missionario (Gaspar de Carvajal) che tenne un diario della spedizione, un’allegorica avventura cruenta all'insegna dell'ossessione e della follia, dove l'uomo è messo a nudo nella sua malvagità, nella sua ridicola ingenuità, inseguendo una chimera che porta solo alla morte. Immenso Klaus Kinski in un’opera dal passo meravigliosamente contemplativo dei luoghi naturali come delle mimiche facciali, con avvolgente commento sonoro (Popol Vuh), per una tragica e cupa commedia umana scritta da Herzog più con la macchina da presa che con la carta, con scene calcate ai limiti del grottesco e generosità di dettagli insoliti e significativi. Per filmare la sua spedizione fatta di soldati, animali, dame fuori luogo e schiavi indios, Herzog porta per cinque settimane la troupe di 8 persone in luoghi "impossibili" ed impervi lungo le montagne del Machu Picchu, fra mancanza di cibo e decine di problemi logistici (perse anche i negativi di ciò che aveva inizialmente filmato e non lo disse agli interpreti): arrivò, addirittura, a minacciare Kinski (che costò metà della misera produzione da 380.000 dollari) con un fucile affinché non abbandonasse il set e fu l’inizio di un amore/odio fra i due che durò per quindici anni. Il regista, al terzo lungometraggio, pare avesse preso senza permesso la macchina da presa alla Scuola di Cinema.


