Azione, Criminale, Recensione

BANGKOK DANGEROUS (2000)

NazioneThailandia
Anno Produzione1999
Durata105’

TRAMA

Kong è un killer professionista sordomuto: il suo mentore è Jo. S’innamora di una farmacista, che inizia a evitarlo non appena intuisce la sua propensione alla violenza.

RECENSIONI

Fatta la gavetta a Hong Kong, i fratelli Oxide e Danny Pang si fanno notare subito con questo primo film girato insieme (il solo Oxide aveva già alle spalle un thriller), nel tempo cresciuto come cult e, quindi, rifatto da Hollywood una decina di anni dopo. Il loro stile registico è tanto riconoscibile quanto esecrabile: ogni singola inquadratura deve essere effettistica, per mezzi (macchina da presa mossa, zoom, fermi-immagine, grana diversa della pellicola) o contenuti che eccitino gli istinti base (sangue, violenza, sesso). È il classico caso in cui la forma sensazionalistica, peraltro mai funzionale all’opera in sé, nasconde la pochezza della sostanza: il soggetto, per quanto epidermico, ripetitivo fino alla noia (un morto ammazzato dietro l’altro, storia d’amore come riempitivo) e abitato da personaggi piatti, aveva due buone idee su cui si poteva giocare, quella di un killer sordomuto e quella di una chiusura felicemente ad effetto. Ma ai Pang non interessano racconto, personaggi, pathos, climax: nel loro cinema regna solo l’ostentazione dell’effetto di ripresa, fino allo stordimento. L’opera pare più un promo di un’agenzia di riprese video per matrimoni che un racconto cinematografico e, se anche contenesse soluzioni di montaggio o inquadrature degne di nota, queste sono annichilite dalla sovrabbondanza esibizionistica. Paradossale o voluto che sia, avere come protagonista un audioleso accentua, da un lato, la centralità data all’immagine e, dall’altro, la prova inconfutabile di quanti altri sensi sia privo il loro modo di girare: spogliato di tutti i loro fronzoli, infatti, è di quelli che, per descrivere la felicità della coppia in amore, la mostra ridere in un parco divertimenti e, per evocare il sentimento della nostalgia, infila il flashback di quei momenti di gioia. Terribile.

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