Horror

THE PARK

TRAMA

Il fratello scompare in un Luna Park popolato di fantasmi. Indaga in loco, di notte, con alcuni amici.

RECENSIONI

Pagliacciate

Parkeggiamo il giudizio sulla bufala delle copie distribuite in 3D (occhialini da indossare solo nella "Haunted House", con spaventi.da baraccone). L'inizio è promettente: musica assordante da organetto elettronico, bambini felici nel parco divertimenti/stacco in bianco e nero/urla/il corpo insanguinato di una piccina caduta dalla Ruota/stacco/volto affranto del clown/stacco/clown impiccato. Al montaggio c'è il Danny Pang di The Eye, storico collaboratore di Andrew Lau e specialista (spesso sfacciato) di colpi bassi nella sinergia suono/movimenti di camera/editing. Senza alcun dialogo, seguono schizzi da The Ring con l'albero dei pagliacci impiccati, plongée con dolly abissali sul cimitero che inghiotte la vittima, incubi di bambini senza occhi. Questa libidine di orrore senza tregua e puro linguaggio per immagini lascia il posto allo sconforto eterno con l'entrata in campo di adolescenti mentecatti, dialoghi imbarazzanti, caratterizzazioni triviali che scimmiottano il peggio del teen-horror ammiccante americano, una love-story patetica, la routine burocratica del "Saranno fatti fuori uno ad uno" e un inetto tentativo di creare tensione con il panico che confonde fantasmi veri e attrazioni mostruose (fra cui Freddy Kruger e Mr. Vampire). Dopo un'ora di insopportabili isterismi ingiustificati, banali vaccate del terrore (una testa mozzata, un custode cagnesco, il solito cimitero violato di Poltergeist, il richiamo di una bimba, l'amata posseduta) e invenzioni ridicole (la videocamera svela-ectoplasmi, la polaroid che li esorcizza!), l'epilogo sconforta in un mare di lacrime e lirismi stucchevoli, a partire dalla scena in cui mamma/kung-fu prega la figlia frignona di uccidere lo spirito maligno, fino alle interminabili fotostatiche per liberare i fantasmini (sfilano tutti, uno ad uno!) e chiedere perdono agli amici uccisi. Non paga, la parte finale strabocca con meste note di piano e la faccina del clown che sghignazza dopo aver ucciso il meccanico superstite. Dio ci salvi da It che torna in "The Garage." Meglio rivedersi il Tunnel dell’Orrore di Tobe Hooper.