Spionaggio

NOME IN CODICE: NINA

Titolo OriginaleThe assassin
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1993
Durata109’

TRAMA

Drogata e assassina, condannata alla sedia elettrica, viene “recuperata” dal controspionaggio e trasformata in killer professionista.

RECENSIONI

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Non sia mai che gli statunitensi vadano al cinema a visionare un ottimo thriller straniero (il francese Nikita di Luc Besson, di soli tre anni prima), doppiato o sottotitolato che sia: meglio rifarlo da capo. Quella rivisitazione iperrealista, a suo modo autorale, del genere (noir) è trasformata in uno dei tanti film di genere della produzione hollywoodiana. Dopo il declino di Besson a ripetersi, la palla passa all'ormai stanco John Badham, una volta volenteroso di rendere personale qualsiasi progetto affrontava, ora solo sinonimo di (indiscutibile quanto anonima) professionalità. Scontato il risultato, tipico della commissione senza ispirazione, dove il progetto squadrato a tavolino uccide la creatività: come appiattire un tuono in una scoreggia. Badham non ha il talento iconografico di Besson, la sceneggiatura evita i flashback dell'originale per appoggiarsi allo scorrere lineare (e banale) del tempo, l'atmosfera angosciosa e cupa dell’archetipo decade con la fotografia troppo solare e un commento musicale inadeguato, il personaggio di Nikita  (che qui diventa Nina, in onore a Nina Simone) perde quelle sfumature, quell'ambiguità che ne facevano trepidante oggetto d'odio e d'amore insieme, e acquista risvolti inverosimili (prima dell'addestramento combatte già come una professionista; dopo l'addestramento è troppo ignara delle “cose della vita”). Nuoce a Badham, quindi, il termine di paragone diretto: per il resto, il suo è un prodotto decoroso, al solito non troppo uso alla violenza e affidato più alle inquadrature oblique che ai virtuosismi mobili della macchina da presa. Salvano la baracca l’entrata in scena di un inquietante Harvey Keitel (liquidatore spietato, occhialuto ragioniere della morte), il bel brano con l'auto sul burrone e, per i cinefili, l’interessante parallelo con Il Prezzo dell'Inganno con Bette Davis, che passa in Tv.