Commedia

MR. CROCODILE DUNDEE

Titolo OriginaleCroccodile Dundee
NazioneAustralia
Anno Produzione1986
Genere
Durata98'

TRAMA

La giornalista Wally Reilly viene inviata in Australia per un servizio su un leggendario personaggio sopravvissuto all’attacco di un gigantesco coccodrillo.

RECENSIONI

Personaggio di culto, carismatico, autoironico, Dundee attraversa i bozzetti della metropoli americana con la pacifica ingenuità di sguardo di un Tarzan contemporaneo. Un umanista che viene dall'Australia. Girovaga spensierato tra le nevrosi individuali, le gerarchie di classe, l'indifferenza cittadina, portando con sé una saggezza alla portata di tutti.
Da una wilderness ad un'altra le cose non sono tanto diverse, ci sono animali pericolosi (in città peggio dei coccodrilli), leggende rigonfiate, panorami suggestivi e tanto spazio da esplorare nelle sue molteplici forme. Ma c'è anche qualcosa di più importante, la celebrazione di una coesione collettiva fra gli uomini, in un'unica Tribù, dove il bizzarro ritratto da manicomio può miracolosamente portare a buon fine una storia d'amore. Mente contro materia è così una formula alquanto pragmatica, senza telepatia, senza messe in scena stravaganti, solo con un semplice e sentito cambio di prospettiva.

Mr Crocodile Dundee porta a braccetto la comicità di costume con l'avventura, la seconda risolta in farsa e sfoltita dai tratti più codificati (tutta la parte esotica in Australia smonta situazioni tipo) per mettere in luce la prima. A risultare eccentrico infatti non è tanto l'australiano quanto la giungla cittadina piena di maschere e attitudini grottesche, territorio 'antropologico'  di inchiesta (Mick ha un ruolo simile a quello di Wally) e scoperta, disegno scherzoso, ma pungente, di una fauna variegata (il vero bufalo da domare).
Pur mantenendo un'affascinante leggerezza, a mancare è una solidità nello storytelling. Un peccato, perché non si possono negare i pregi a un film che riesce a comunicare in maniera diretta, evitando derive demenziali o snodi forzati. La frammentarietà dovuta all'articolare la sceneggiatura in un susseguirsi di piccoli sketches si fa sentire, troppo spesso frettolosi e limitanti il disegno parodico a monte.