TRAMA
Il marito muore, investito da un’automobile. L’amica del cuore, la sorella e la matrigna le fanno cerchio attorno per tirarla su. Conosce un bell’imbianchino.
RECENSIONI
Inizia con un osceno ralenti per il dolore della perdita e finisce altrettanto male con una ridicola mascherata al cimitero per far "visita ai morti" e sciogliere i nodi al pettine (psicologici, con problematiche affettive annesse). Ellen Simon, figlia di Neil (con molto di autobiografico), traduce in sceneggiatura la propria commedia teatrale e dimostra di non aver ereditato (tutti: qualche tono umoristico è azzeccato) i geni talentuosi del padre, sbagliando i toni e consegnando una materia oltremodo esile, spossante. Gran parte dei demeriti di questa commedia al femminile (anche per cast tecnico) vanno però ricercati nella regia, incapace di relazionare il sentimento con la commedia e il dramma: ogni volta che si avvicendano paiono fuori luogo. Per il resto viene saccheggiato l'immaginario dell'universo femminile fra "amiche per sempre", confidenze, tenerezze, afflati lirici, desideri erotici e così via. I cliché sui classici ruoli sociali del gentil sesso si sprecano: la manager divorziata e cinica, l'adolescente chiusa in se stessa che scopre il sesso, la maritata insoddisfatta e la vedova depressa. La pellicola ha fatto parlare di sé per il debutto della rockstar Jon Bon Jovi, utilizzata come oggetto del desiderio sessuale femminile, un bonazzo imbianchino portatore della morale: "Una bella trombata è sempre terapeutica".


