Azione, Spionaggio

MISSION: IMPOSSIBLE

Titolo OriginaleMission: Impossible
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1996
Durata115’

TRAMA

La nota organizzazione spionistica, specialista in “missioni impossibili”, deve impedire che un microfilm con i nomi degli agenti segreti statunitensi venga consegnato al nemico. Era attesa in una trappola e viene decimata: resta solo Ethan Hunt, sospettato di essere “la talpa”.

RECENSIONI

Altamente spettacolare e dinamica, è l'ennesima trasposizione su grande schermo d'una serie Tv di culto (1966-1973, creata da Bruce Geller), sorta di 007 senza molta ironia, meccanicamente focalizzata sulle missioni ardite e relativi “trucchi” tecnologici per superare gli ostacoli, con indimenticabile sigla di Lalo Schifrin sui titoli. Memore di un'altra sua felice operazione del tipo (Gli Intoccabili) la produzione (Tom Cruise, per la prima volta) chiama alla regia Brian De Palma, peraltro già accostatosi al genere fanta-spy-thriller con Fury. Anche se su commissione, il talento e la personalità del regista non faticano a imporsi, nonostante la forte impronta del duo Spielberg-Lucas (praticamente, quasi tutto il fior-fiore dei loro collaboratori ha qui prestato maestranza), soprattutto in certe sequenze dalla complessa geometria: da manuale quella del furto all'interno della Cia, in stile Topkapi (e simile episodio del serial), dove la tensione, ad esempio, è creata da un plongèe su Cruise appeso come un ragno nella ragnatela e da una sola goccia di sudore. Tipica di De Palma anche la ridondanza nell'improbabile ma d'effetto finale sul treno, (in)seguito anche in una galleria dall’elicottero. L'intrigo sa spiazzare (dopo neanche mezz’ora, i protagonisti muoiono tragicamente quasi tutti), è abbastanza sofisticato, i piani di fuga sono affascinanti, ma tutto va a rotoli verso la conclusione, incapace di tenere il passo con i suoi colpi di scena o di colmare tutti i dubbi esplicativi seminati (vedi l’ambiguo ruolo del capo della Cia). De Palma è un poco sprecato in questo genere "supercervelloni" per una "super-rapina" in stile I Signori della Truffa: se ne sfrutta il solo talento tecnico, dimenticando che è anche maestro di geometrie (malate) della mente, non solo fisiche. Girato a Londra e Praga, gode di un ottimo cast, in primis Vanessa Redgrave, spaesata invece Emmanuelle Béart.