Recensione, Sentimentale, Sportivo

LOVE & BASKETBALL

TRAMA

In parallelo l’adolescenza e la crescita di due ragazzi afroamericani, un maschio e una femmina, entrambi giocatori di pallacanestro, fra vittorie, sconfitte e un amore trattenuto.

RECENSIONI

La firma nella produzione di Spike Lee giustifica solo una pellicola "all-black", per il resto anonima e ammiccante, un'antologia di luoghi comuni sui cuori infranti e i primi amori, la commedia giovanile, il romanzo di crescita, i rapporti problematici con le figure parentali, il film sportivo, il tira e molla romantico alla Harry Ti Presento Sally, la commedia per famiglie borghesi nere, fatta a esatta somiglianza di quella dei bianchi, solo con almeno dieci anni di ritardo. Divisa in capitoli come i quarti d'una partita di pallacanestro, la pellicola inizia ovvia e obsoleta inquadrando questa ragazza ‘maschiaccio’, brutto anatroccolo che sboccerà e, intanto, vive i litigi tipici dell’adolescenza con il suo amore/alter ego. Dopo partite e sentimentalismi vari, si arriva al terzo "spezzone" in cui viene introdotto un altro usurato stereotipo: quello del sergente esigente da Accademia Militare (è l'allenatrice della squadra femminile). La messa in scena dell’esordiente Gina Prince-Bythewood (anche sceneggiatrice) è ancora acerba, inventa solo un curioso dialogo interiore della protagonista durante un incontro: per il resto saccheggia a piene mani e senza personalità nel repertorio cinematografico, fra ralenti durante i match, schematismo delle vite in parallelo (prima vince uno poi piange l'altro), stile televisivo che sfuma nella fotografia patinata per porre l'accento sui momenti più intensi (?), ricerca di consenso fra i giovani spettatori neri che possono sognare (senza turbare i loro ricchi genitori) immersi nei valori dell'agonismo, dell'istruzione universitaria, dell'amore e così via. Poco convincente Omar Epps.

Spietati - Recensioni e Novità sui Film