TRAMA
Malmenata dal compagno, Lola fugge a Barcellona dove sposa un ricco francese. Ma l’ex–fidanzato la perseguita.
RECENSIONI
Potenzialmente, è un appassionante e morboso amour-fou, segnato dal colore rosso dominante, da fumosi simbolismi (il ritorno del luogo-piscina), dal dramma (non reso al meglio) di una donna combattuta fra attrazione e repulsione. All’atto pratico però, Bigas Luna lima la compattezza e il pathos del melodramma innestando dei gratuiti sensazionalismi, degli sguardi voyeuristici maschili da commedia sexy all’italiana, delle scontate associazioni cibo (i frutti di mare) - sesso, andando a parare nel thriller, nel giallo e nel dramma giudiziario. Non è in grado di restituire il fascino di una figura femminile che fa impazzire due uomini, lascia una funzione distintiva solo alla sua perversione sadomasochistica. D’altro canto, forse è proprio questa sua eterogeneità e laconica imperfezione a salvarlo in corner, tenendolo lontano dal pericolo incombente della prevedibilità: di sicuro è stuzzicante l’idea di una donna che non trova pace nella bambagia della ricca e felice famiglia borghese e ricerca un rapporto malato e violento che le dona “l’orgasmo” della vita. Il sogno pauroso di Lola anticipa la matrice visionaria/thriller dell’opera successiva di Luna, L'Angoscia.


