Drammatico

LA TERRA DELL’ABBONDANZA

Titolo OriginaleLand of Plenty
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2004
Durata114'
Fotografia
Montaggio
Scenografia

TRAMA

America post 11 settembre. Paul Jeffries vive in completa paranoia: impegnato a proteggere la nazione, egli sfrutta l’avanzata tecnologia del suo furgone per pedinare ogni individuo potenzialmente sospetto. Lana, sua nipote, è tornata da una missione in Palestina: si innesca tra loro un rapporto conflittuale che cambierà molte cose.

RECENSIONI

LAND OF PLENTY è un film che rende insopportabile il mestiere del cinefilo. E’ un film che fa male, tanto male: perché ci si accosta alla pellicola in memoria di antiche glorie passate, sperando che il graffio dell’autore possa sempre manifestare un guizzo postmortem. Niente da fare: l’ultimo Wenders non concede neanche la speranza, la stronca fin dalle primissime sequenze quando immagini accelerate si stagliano sullo spartito degli U2. Non esiste il tempo materiale per augurarsi che sia un lavoro dignitoso: la cinepresa passa in rassegna i volti emarginati del ghetto, mentre uno dei personaggi arringa letteralmente lo spettatore sulla povertà in America, la guerra in Iraq, la fobia del terrorismo e la crudeltà dell’ingiustizia... E ancora: la seconda scena mostra la guerriglia in Medio Oriente senza alcun filtro, accompagnata da un commento moralista/retorico travestito da sceneggiatura. Inutile negarlo, la bobina è già compromessa, infangata e sostanzialmente conclusa: i restanti 110 minuti sono un abbozzo di trama pretestuosa e manicheista -xenofobia contro tolleranza, in barba ad ogni sfumatura-, un film parlato che si vorrebbe silenzioso, pistolotto morale da rinchiudere in convento. A ben vedere per una mezzora l’autore sterza sui toni del thriller (Jeffries che segue la pista “araba” fino ad incappare in una sorpresa) ed essendo l’impegno sociale costretto all’angolo lancia distrattamente l’amo del coinvolgimento: ma subito ritorna il fiume (inquinato) di parole, culminante in un dialogo famigliare tanto lungimirante da informarci che “in Medio Oriente odiano l’America” e “nessun altro innocente si merita la morte”. Se il pretesto tramico abbraccia un finale prevedibile e la coppia di protagonisti si rotola impunemente nella macchietta, Wenders alla regia compie il miracolo: un sublime videoclip instinct accompagna l’ennesima soundtrack dei succitati artisti, con estratti di pura poesia in citazione al precedente THE MILLION DOLLAR HOTEL (Michelle Williams sul tetto danzante) che culminano in una maestosa scritta sullo schermo. Ovviamente stavo scherzando: santoni televisivi e venditori di stoviglie si accomodino a lezione, sintonizzandosi sulle migliori reti regionali. Gli attori protagonisti, Diehl e Williams, sorreggono la pellicola come due pomodori a colazione. Wenders: il cinema della para-noia, anzi la Noia e basta, anzi neanche la Noia.