Western

LA LEGGE DEL CAPESTRO

Titolo OriginaleTribute to a bad man
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1956
Genere
Durata95’

TRAMA

Jeremy Rodock, iracondo allevatore di cavalli, assume Steve, un ragazzo vagabondo che gli ha salvato la vita. Nel ranch c’è anche una ragazza che scatena la gelosia degli uomini.

RECENSIONI

Intrigante e al contempo irritante il disegno del personaggio di James Cagney, in quanto in perenne bilico (non risolto) fra Male e Bene: in un primo momento era stato scelto Spencer Tracy per interpretarlo, sostituito per diverbi con la produzione. L’ambiguità del protagonista è ben esemplificata dal suo motto sulle bestie che alleva: “Il cavallo è schiavo dell’uomo, ma se lo tratti come uno schiavo non sei un uomo”. Il racconto western in sé, ideato dal Jack Schaefer di Il Cavaliere della Valle Solitaria, è abbastanza convenzionale nei suoi topoi di genere e fattori (mélo) scatenanti il conflitto, ma Robert Wise lo espone con polso sicuro e puntando più sui profili psicologici, sui crucci interiori, sulle appassionanti dinamiche relazionali dei caratteri, che sull’azione che, certo, non guastava con peso maggiore (anche il botteghino non ha gradito). Si ha cioè la sensazione che tutti diano il massimo (regia, interpreti, sceneggiatura) lavorando su di un canovaccio fallace di per sé, in quanto troppo monocorde, giocato su poche direttrici neanche tanto coerenti (non pochi sono i passaggi dove le azioni introdotte paiono ingiustificate). Bella fotografia a colori in CinemaScope di Robert Surtees. Trampolino di lancio per Irene Papas.