Drammatico

LA DIVA JULIA

Titolo OriginaleBeing Julia - Csodálatos Júlia
NazioneCanada/U.S.A./Ungheria/Gran Bretagna
Anno Produzione2004
Durata104'
Sceneggiatura
Tratto dadal romanzo di W. Somerset Maugham
Fotografia
Montaggio
Scenografia

TRAMA

Julia Lambert, regina delle scene londinesi, è annoiata a morte e si sente vecchia. L’incontro con il giovane Tom risveglia i suoi sensi, ma…

RECENSIONI

Il teatro e la vita non sono la stessa cosa, ma Julia Lambert non sembra rendersene conto: la sua vita è il teatro, non perché ami alla follia il proprio lavoro (in realtà disprezza profondamente i testi che affronta: il pubblico viene a vedere lei, lei sola, non un’insipida commedia) ma perché nella sua vita non c’è nulla di autentico. Apparentemente assuefatta al ruolo della Diva tutta charme e veleno, non ne può più e sogna un cambiamento. La relazione con Tom sembra aprire un nuovo atto della sua vita, ma anche il giovane sta recitando: la commedia dell’ammirazione e dell’amore (non) nasconde un miserabile tornaconto personale. Rinsavita, Julia saprà vendicarsi con le armi del teatro: soltanto allora la commedia sarà veramente finita e potrà iniziare la vita.
Poco da segnalare in questo adattamento di Maugham: una ronda di pirandellismi a buon mercato in confezione regalo (le scene sono di Luciana Arrighi, la fotografia di Lajos Koltai), dialoghi brillanti ma senza eccedere, un piccolo tributo alle pari opportunità (l’insospettato Lord Charles: peccato che l’atmosfera gay friendly sia guastata dalla rozza caricatura della produttrice), intermezzi “di colore” a mo’ di cavoli a merenda (comunque più tollerabili del logorroico spettro del maestro della Diva, un bolso Gambon), un confronto madre/figlio schematico e predicatorio. BEING JULIA è insomma un’opera tanto posata da risultare piatta: da Szabó, impagabile voyeur di backstage nella perla trash-chic MEETING VENUS, speravamo ben altro. Se il film scorre senza intoppi fino all’ovvio finale, il merito è tutto degli attori: buone le parti di fianco, ottimo Irons, superlativa Bening (doppiata, con qualche incertezza di sincronizzazione ma con totale padronanza del personaggio – ci mancherebbe altro! -, da Mariangela Melato).