Drammatico

LA CASA DEI LIBRI

Titolo OriginaleThe Bookshop
NazioneGran Bretagna, Spagna, Germania
Anno Produzione2018
Durata113'
Sceneggiatura
Tratto daThe bookshop di Penelope Fitzgerald
Scenografia

TRAMA

Inghilterra, anni Cinquanta. Florence, vedova da tempo, ama i libri sopra ogni cosa. Decide così di aprire una libreria nel paesino in cui vive. Non sarà facile.

RECENSIONI

L’atmosfera del film è fiabesca in ogni suo aspetto, dagli abiti floreali delle donne ai raggi di sole sul paesino affacciato sul mare. La protagonista, una donna che ama profondamente i libri, viene introdotta da una voce narrante, come in un romanzo, appunto. In aggiunta a tutto ciò, è una donna che insegue un sogno; discreta, accomodante, ma estremamente determinata a raggiungerlo a qualunque costo - anche contro una “gretta” banca, la passione si scontra con soldi e burocrazia.
C’è poi un uomo che adora i libri ma detesta le persone e le evita il più possibile, al punto da distruggere le copertine che gli ricordano l’esistenza di un autore in carne ed ossa.
In questo luogo dimenticato dal mondo, dove nessuno, da molto tempo, prova a vendere libri, si presentano tutte le meschinerie della società, con i detentori del potere, i loro satelliti, gli outsider costretti a difendersi dalle prepotenze per affermare se stessi.
In questo caso è la cultura a dividere chi se ne nutre da chi la teme. Formatisi gli schieramenti, l’azione procede lineare: l’iniziazione alla lettura di una bambina (c’è speranza), il risveglio dell’uomo deluso dalla vita attraverso la condivisione e la scoperta di nuove opere, gli inganni messi in atto per sabotare la pacifica iniziativa, col sostegno di viscidi e succubi complici.

Tutto grazioso, fra tazzine da tè, classici di Bradbury e dilemmi su Lolita, ma tutto un po’ facile. Come non simpatizzare per la delicata e romantica Florence, che non si sente a suo agio per un banale abito rosso ed è gentile con tutti? Come non irritarsi quando l’influenza della ricca signora interpretata da Patricia Clarkson sembra potere ogni cosa? L’accanimento dell’antagonista, tra le altre cose, appare davvero pretestuoso.
Un intreccio esile, essenziale, costituisce l’altro limite del film, che si concede solo due sorprese: la rivelazione relativa alla voce narrante, sul finale, e la scelta di lasciare gli spettatori senza la soddisfazione attesa. Con un po’ di retorica, si chiude con l’elogio del coraggio e dei libri, in compagnia dei quali non si è mai soli.
Facile amare il cast, tutto inglese tranne la Clarkson, ed il messaggio, ma regia e sceneggiatura non danno un valore aggiunto.