Spionaggio

KINGSMAN: THE SECRET SERVICE

Titolo OriginaleKingsman: the Secret Service
NazioneGran Bretagna
Anno Produzione2014
Durata129’

TRAMA

Il giovane Gary, ingaggiato dall’agente Harry Hart, partecipa alla selezione per diventare un kingsman, agente segreto di un’agenzia investigativa indipendente londinese, mentre l’americano Valentine ha un piano per estinguere l’umanità.

RECENSIONI

Matthew Vaughn e la sceneggiatrice Jane Goldman ritentano la fortuna con un’opera (tre albi, con disegni di Dave Gibbons) del fumettista Mark Millar di Kick-Ass e, per quanto il botteghino li abbia premiati, il risultato è meno esplosivo ed irriverente. Questione di estetica applicata all’oggetto: lo storyboard è elaboratissimo, come nel pregevole The Pusher, ma la materia su cui essere citazionisti e il racconto sottostante sono scontati. Il modello, citato e stra-citato, è James Bond: Vaughn precisa quello di Roger Moore, per quanto abbia scelto Colin Firth avendo in mente David Niven, annoverando fra i modelli anche Organizzazione U.N.C.L.E., Attenti a quei Due e l’Harry Palmer occhialuto di Michael Caine (che compare). Agenti segreti londinesi con ombrello, gadget, aplomb e feticismo (= il serial “Agente Speciale”) verso cocktail e belle donne. Tutto molto, troppo allo scoperto. I modi: velocità, elaborazione di montaggio e Need for Speed anche nel racconto, fino a renderlo caotico (paradossalmente, con il poco da dire), con iperboli maggiorate dallo stilema del “montaggio interno” fatto al computer (finte torsioni della macchina da presa sul suo asse in scene senza stacchi). Il risultato è encomiabile finché si tratta di elaborare scene d’azione (due notevoli e insolitamente violente: quella, con finto piano sequenza, ambientata nella chiesa e quella con Sofia Boutella nel finale), ma frastornante se applicato ad ogni singolo ingrediente ed anfratto. A maggior ragione se l’atto postmoderno non fa che irridere e citare i modelli senza apportare nulla di nuovo: un mero, eccitante giro di giostra. Ovvero, Kingsman non è per il genere bond-spionaggio quello che Kick-Ass è stato per i film di supereroi. Nella versione italiana, l’offerta anale della principessa scandinava scompare.