Thriller

IL SOSPETTO (1941)

Titolo OriginaleSuspicion
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1941
Genere
Durata99'

TRAMA

Fanciulla della buona società inglese sposa fascinoso avventuriero. Ma c’è qualcosa che non va…

RECENSIONI

Un incontro in treno, una conversazione che nasce (come) per caso, un contatto forse troppo fortuito. Non è DELITTO PER DELITTO, ma non siamo lontani. Il quarto lungometraggio americano di Hitchcock inizia (quasi) come REBECCA: un brutto anatroccolo occhialuto si fa sedurre da un bizzarro dandy. A rovinare la festa, in mancanza di governanti squilibrate, un’ANGOSCIA strisciante: la donna capisce che il marito è un fannullone e, per giunta, gli espedienti di cui vive (bugie, debiti, affari poco limpidi) non bastano a coprire le spese.
Gran parte dell’opera del regista inglese è costruita sull’iterazione di uno schema: un personaggio debole e solo è al centro di una cospirazione. Dal candido fuggiasco che deve dimostrare la propria innocenza alla sposina preda dei fantasmi mentali il passo è nullo. Ne IL SOSPETTO la situazione è più complessa. Non – come nel romanzo di partenza, Before the Fact di A. B. Cox – una donna che scopre i progetti omicidi del marito, ma una moglie che coltiva L’OMBRA DEL DUBBIO. Come in REBECCA, si è indotti ad adottare il punto di vista di Lina (GIOVANE E INNOCENTE, quindi degna di simpatia e fiducia) e a vedere le azioni di John (non cristalline, ma neppure delittuose) come tasselli di un piano di morte. Ma se REBECCA si conclude con una spiegazione “razionale” ai confini del cervellotico, IL SOSPETTO presenta un finale aperto sull’abisso, teatro di guerra di verità opposte, indissolubilmente sospese, radice di una tregua che potrebbe finire alla curva successiva. Hitch crea un sogno in (molto, ironicamente troppo) bianco e (sfumato) nero, che aggira con aria sorniona il rischio commerciale di un Grant dark e certifica (per l’ennesima, fulgida volta) la monarchia assoluta della mdp, in virtù della quale un bicchiere di latte non è solo un bicchiere di latte.