Western

IL GRANDE GIORNO DI JIM FLAGG

Titolo OriginaleThe good guys and the bad guys
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1969
Genere
Durata90'

TRAMA

L’anziano sceriffo tenta invano di mettere in allarme il sindaco ed il suo entourage sul ritorno in circolazione di un rapinatore di treni. Invece che ascoltarlo, lo mandano in pensione.

RECENSIONI

Cineasta con il western nel sangue, lo sceneggiatore Burt Kennedy si fece un nome nel campo in coppia con il regista Budd Boetticher: passato dietro la macchina da presa, si distinse per l’originalità dei racconti oppure, come qui, per i tentativi di innestare l’ironia nel cinema di frontiera. Non ci troviamo di fronte ad una banale parodia: lo schema è classico, sventola la bandiera dei buoni sentimenti e dell’eroismo, ma è condita con umorismo, a volte con sprazzi di comicità surreale. A fare la differenza è però la vena malinconica con cui si cantano i tempi andati, le vecchie glorie che credevano nella cavalleria e nell’onore, soppiantate da giovinastri senza credo, oppure dal progresso (nella caccia finale compaiono anche le automobili). Solo i cinici politici sono volati sopra le mode e le età, sempre uguali a se stessi (l’ottimo sindaco di Martin Balsam). Il tema di un presente imbarbarito pare anche una netta presa di posizione conservatrice rispetto alla “presa di potere” da parte dei giovani in quegli anni di Contestazione in cui uscì il film, ma la nostalgia è tutta per un’etica comportamentale che distingua i buoni dai cattivi, non con il metro della legalità o del partito preso (lo sceriffo contro il bandito), ma con quello del valore del singolo a prescindere da tutto. In questo ricorda La Grande Illusione di Jean Renoir e il primo Sam Peckinpah. Un’opera, quindi, delicatamente pungente, singolare. Fra un David Carradine villain e suo padre John controllore di treno, non convince tanto l’aver ingaggiato come pensionati potenziali Robert Mitchum e George Kennedy: interpreti più anziani (o truccati da più anziani) avrebbero meglio valorizzato la contrapposizione generazionale.