Drammatico, Recensione

GENTE COMUNE

Titolo OriginaleOrdinary people
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1980
Durata124’

TRAMA

Conrad cresce con un immane senso di colpa: suo fratello maggiore è annegato, se ne sente responsabile e ha la sensazione che la madre avrebbe preferito fosse lui a morire. I nodi vengono al pettine.

RECENSIONI

Quattro Oscar hanno incensato l’opera prima da regista di Robert Redford che, come è naturale che sia, possiede una grande sensibilità per il disegno psicologico e le prove attoriali (il giovane Timothy Hutton è straordinario: è il primo esordiente della storia del Cinema ad aggiudicarsi l’Oscar). Adattando il romanzo “Gente senza storia” di Judith Guest, lo sceneggiatore Alvin Sargent cesella le scene in modo che siano i non detti (sedute psichiatriche comprese) a fare la drammaturgia e a svelare progressivamente il giallo psicologico, il movente al dolore, al blocco emotivo. Quando i nodi vengono al pettine, è un’epifania catartica. Il tema dei rapporti in seno alla famiglia e quello della difficoltà di comunicazione saranno fra i preferiti del regista.

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