Avventura, Azione, Fantasy, Marvel

AVENGERS: INFINITY WAR

TRAMA

Sei gemme elementari permettono a chi le possiede di raggiungere l’onnipotenza. È l’obiettivo di Thanos, che come correttivo alla sovrappopolazione, vuole sterminare metà dell’umanità. Gli Avengers e i Guardiani della Galassia dovranno fermarlo.

RECENSIONI

Strapotere, più che superpotere. Questo sembra dimostrare la Marvel, ormai. Infinity War sa di tappa decisiva, se non di approdo. Un Colossal da quasi 3 ore e 300 milioni di dollari, con un cast stellare e chilometrico, che però è roba per iniziati. Non un film generalista in senso tradizionale, cioè, ma la traslazione cinematografica della fumetteria per fissati. O si è dentro all’Universo Marvel, quindi, o si è fuori dal Cinema, dato che risulta impossibile “godersi” la visione se non si è padroni della materia. La rivincita dei Nerd che si diffondono pandemicamente e conquistano il mondo. Questo mi pare il primo dato rilevante. La Marvel ha vinto. Ormai schiocca le dita e invade metà sale dell’Universo conosciuto con un prodotto only for fans.
Per farlo, allestisce uno spettacolo onnicomprensivo che non solo spiattella (quasi) tutti i gioielli di famiglia ma che ingloba e amalgama le varie anime dei suoi prodotti, modulando l’ironia su un registro che si adatti a tutti, da Doctor Strange ai Guardiani della Galassia, passando per Iron Man e lasciando fuori giusto le meta-scorrettezze XXX di Deadpool. Se è vero che l’ambizione dei fratelli Russo e degli sceneggiatori è, per certi versi, lodevole, è però innegabile che il risultato rischia di somigliare a una specie di sfida all’ipertrofia. E si corre il pericolo di rimanere storditi. La volontà di stipare dentro il maggior numero possibile di (super)eroi si scontra con l’impossibilità di dare spazio (meglio: respiro) a tutti e la sensazione è quasi quella di un sostanziale spreco di risorse.

Archiviato con benevola pigrizia l’aspetto puramente registico – lo Stile Marvel funziona, è riconoscibile ma sovrapponibile, film dopo film – ci sono però due aspetti di Infinity War che, quantomeno, incuriosiscono. Il primo riguarda il villain, Thanos. Agevolato da un Fronte Buoni nutrito ma rarefatto e spersonalizzato, la sua figura emerge come, forse, più complessa e sfaccettata di quello che è. E’ innegabile, però, che si tratta di una Cattivo-Non-Cattivo interessante, animato da propositi ambigui, sofferente e forte della propria superiorità che sfocia, spesso, nell’indifferenza. Il secondo aspetto riguarda il finale, il più cupo della storia Marvel e capace di far – parzialmente -  dissolvere (quasi) tutta la leggerezza e l’ironia che sembravano comunque caratterizzare il film fino a quel momento. Il retrogusto post-visione, insomma, è davvero amaro e vedere Spider Man, Groot, Quill, Scarlet & C. che tornano cenere (alla cenere) fa un certo effetto. Anche se chi ha letto i fumetti (The Thanos Quest, Il guanto dell’infinito, La guerra dell'infinito e La crociata dell'infinito) forse, una mezza idea su cosa succederà in Infinity War: Part 2 se l’è già fatta.