Drammatico

WRECKED

NazioneU.S.A.
Anno Produzione2011
Genere
  • 66659
Durata89'
Sceneggiatura
Fotografia

TRAMA

Un uomo rimane intrappolato nella sua auto non ricordandosi nulla.

RECENSIONI


Esordio cinematografico di Michael Greenspan, Wrecked è il punto limite, la conseguenza terminale di un genere horror-survival dalle proprietà connotative (claustrofobiche prima di tutto) volte così enormemente all'eccesso, da rendersi convulse fino alla monotonia più estrema.
La rimozione prima di tutto: se in 127 ore l'elastico della narrazione giocava tra l'immobilità della trappola e la priogressione del ricordo, la sceneggiatura di Wrecked  opta per una sforbiciata ancora maggiore basando le possibilità di salvezza di Brody sull'impossibilità di ricordare la propria identità. Manca il telefono cellulare funzionante di Buried e di conseguenza l'unico oggetto di cui può servirsi il protagonista è una pistola da puntare contro le immagini provenienti dalla sua testa (?) o contro se stesso.
Un minimalismo forzato e aberrante in cui sopravvivono solo dei brevissimi flashback della vita “precedente” del protagonista e visioni (diversive) costruite sul limitare tra realtà e sogno (procedimento già utilizzato in 127 ore), ma portate sulla soglia del grottesco (la presenza ricorrente di un puma nei deliri del personaggio). Riflettendo sulla radicalizzazione di un genere, se da una parte diventa molto forte il legame con l' horror/splatter (fin dalla mostrazione iniziale del volto tumefatto di Brody), dall'altra Greenspan sfodera tutte le carte dell'alta tensione, dilatandola fino al suo estremo crollo: Wrecked non riesce a reggere il peso di un'ora e mezza di durata e dopo mezz'ora ci si chiede che cosa ci faccia Adrien Brody ancora su quell'automobile. La claustrofobia diventa pretesto e fine della narrazione risultando in ultima analisi un esercizio gratuito e inconcludente che Greenspan non si sforza nemmeno di rendere variegato, inchiodando il suo film a immagini sempre uguali ed enfatizzate da una colonna sonora pomposa che nulla a che vedere con le scelte minimaliste di regia. Se il film vuole crescere in un territorio ibrido tra il thriller e il survival-film non può comunque sopperire alle mancanze in sceneggiatura con la comunque ottima performance attoriale di Adrien Brody.