Avventura, Horror

VAN HELSING

TRAMA

Gabriel Van Helsing, cacciatore di mostri al soldo della Chiesa, viene spedito in Transilvania per una missione molto, ma molto difficile…

RECENSIONI

Stephen Sommers, l'autore del doppio LA MUMMIA, stavolta alza il tiro: vuole concentrare in un'unica pellicola tutti gli indimenticabili freaks che hanno fatto la celluloide. La questione dell'omaggio cinephile è però una flebile scusa, che regge per i primi cinque minuti in b/n: dopo soltanto una serie di combattimenti a catena, dove l'uno è conseguenza del precedente e prologo del successivo. Si cita un po' di tutto (da Stevenson fino a Romero) senza badare a cianfrusaglie come continuità e coerenza; action allo stato puro lanciato alla conquista del botteghino, avvelenandolo con dialoghi 'mostruosi' (complici gli strafalcioni in cabina di doppiaggio) e sbrigativi colpi di scena (per modo di dire, ma la definizione è impropria). Ritorno del gotico? Non proprio, piuttosto una riproposizione dell'estetica MATRIX, calci pugni ed effetti speciali (non di rado improbabili: le vampire travestite da arpie), che sovrastano la sporadica simpatia metaletteraria (il confronto Van Helsing/Mr. Hyde). Gli attori da copertina (ma solo quella...) non si impolverano mai nonostante lo sporco lavoro; un caratterista come Jackman difficilmente si riprenderà dal tonfo, la Beckinsale ha un sorriso da pubblicità, lo sconcertante Richard Roxburgh incarna un Dracula più trasparente dell'Uomo Invisibile. Su tutto la pesantissima assenza dell'autoironia.
Lussuosa sciocchezza prolissa e stereotipata, che vorrebbe diffondere un messaggio sotterraneo sull'essenza della mostruosità (la figura di Frankestein) e riscoprirsi addirittura anticlericale, salvo spalancare nell'ultima sequenza le porte del Paradiso. Requiescat in pace.