Comico

THE STUPIDS

Titolo OriginaleThe Stupids
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1996
Genere
Durata95’

TRAMA

Gli “Stupids” sono una famiglia svitata che scambia sempre fischi per fiaschi: inseguendo dei netturbini sospetti, scoprono un traffico di armi.

RECENSIONI

Secondo il suo autore, è una commedia slapstick "Fra Lucy ed Io e la fisicità di Buster Keaton". Tom Arnold, in realtà, di Buster Keaton porta solo la bombetta ed è lontana la sublime irriverenza goliardica di Ridere per Ridere e Animal House, primi grandi successi di John Landis. Protagonisti di una serie di racconti (di James Marshall e Harvey Hallard) molto popolari in America, gli "Stupids" sono una stravagante Famiglia Addams in versione borghese, naturalmente propensi a decifrare i dati in modo difforme dal buon senso comune. Non sono deficienti ma "alieni" alla Terra che dovrebbero suscitare il riso esclusivamente attraverso gli equivoci. Allo stesso tempo diventano l'archetipo grottesco del nucleo familiare medio americano, immerso in un idilliaco mondo di colori, sorrisi ebeti e sani principi, pronto a vedere complotti dappertutto, tanto affogato nelle informazioni da perdere il contatto con la realtà (dove i propri connazionali vendono le armi al nemico). Landis, invece, perde l'occasione di (ben) strafare con una materia che si prestava al gioco dell'assurdo e al "trash politico" in stile John Waters (non necessariamente volgare, visto che il target sono i bambini) o che poteva, al limite, addentrarsi nei sorrisi amari di Oltre il Giardino e Forrest Gump (idioti al potere!). Punta molto sugli interpreti e la loro (scarsa) vis comica, si preoccupa di reclutare camei (oltre a un Christopher Lee nei colori "Hammer", anche i registi Cronenberg, Robert Wise, Egoyan, Costa-Gavras, Norman Jewison e Pontecorvo), si concede qualche eccentricità (il cane, il gatto e gli alieni animati) ma non riesce o non vuole insaporire l'intero racconto fantastico con un sano sarcasmo. Solo nelle scene ambientate negli studi televisivi (gli applausi al dolore di Jenny McCarthy; il gobbo sbagliato; Pontecorvo gay; la filastrocca del "Nonno di me stesso") la farsa si fa esilarante e al contempo felicemente molesta, ripagando dello sconforto sulla mancanza generale di verve.