Drammatico, Rom Com, Sala

SUPEREROI

TRAMA

Servono i superpoteri per amarsi tutta una vita, Anna e Marco lo sanno bene. Lei è una fumettista dal carattere impulsivo, nemica delle convenzioni; lui un professore di fisica convinto che ogni fenomeno abbia la sua spiegazione. A tenerli insieme è un’incognita che nessuna formula può svelare.

RECENSIONI

Paolo Genovese torna nella comfort zone della commedia romantica adulta, dopo l’inciampo di The Place, tentativo coraggioso di guardare altrove e alzare il tiro. Partendo da un suo romanzo, il regista rilegge il percorso di una storia d’amore in termini di epopea supereroica: la missione finale è, naturalmente, restare insieme nonostante tutto e tutti, ogni ostacolo e difficoltà al ménage essendo una nuova minaccia da debellare perché il Bene (ovvero la relazione a due) trionfi. Sulla palese scorta di alcuni felici esempi di cinema italiano recente (Ricordi? di Valerio Mieli in primis), Genovese scompone il piano temporale, giocando di flashback, rimandi e anticipazioni enigmatiche, spiegazioni a posteriori e rivelazioni a orologeria. Il Tempo del resto - lo capiremo anche dal finale (che non rivelerò) -, è il vero punto della storia. E al Tempo è demandata la dimensione “metafisica”, proprio del comic, attraverso la didascalia vivente di Marco (Alessandro Borghi), professore universitario, che se ne discetta in aula secondo il verbo di Einstein. E che smentirà quell’approccio scientifico non appena applicherà il medesimo concetto allo stare insieme (il monologo finale): in quell’ambito, coerentemente con gli assunti del racconto, si costruisce il discorso amoroso come fantastico e ultrascientifico.
Con la stessa coerenza (quella di un comic book), la costruzione di ambienti, situazioni, condizioni dei personaggi e racconto, appare irrealistica (si legga in ciò non un difetto, ma una qualità coerente con le premesse), puramente teorica, i due protagonisti come assunti di un teorema su carta, esposto alla conseguente dimostrazione (Anna incarna la dimensione fumettistica: è autrice di vignette, esce di scena come disegno animato; lui, come detto, impersona il discorso sul Tempo, ribaltandone le logiche). Al di là di tutte le meccaniche declinazioni dell’idea che combina scienza (fisica, nello specifico), legame amoroso e discorso supereroistico (energia come attrazione, per tutti), l’architettura narrativa - abile, anche raffinata - patisce l’apertura di troppe piste e dialoghi a intensità discontinua (diseguali anche gli interpreti: alla compenetrata Trinca risponde un Borghi fuori parte). Ma il film conferma Genovese autore di un cinema medio intelligente e sanamente ambizioso che continuo a trovare interessante.