TRAMA
Caso giudiziario: il viceprocuratore accusa tre individui di aver violentato in un bar Sarah Tobias. La difesa cerca di dimostrare che la ragazza ha, invece, cercato di adescarli.
RECENSIONI
Una sceneggiatura a orologeria (Tom Topor, quello di Pazza di Martin Ritt) permette al cormaniano Jonathan Kaplan di firmare la sua opera migliore insieme ad Abuso di Potere. È fondamentale anche l’ottima prova di Jodie Foster (che ha vinto l’Oscar) ma, per quanto con impianto accademico, la messinscena di Kaplan è credibile, realistica e ben cavalca l’incedere senza soste della drammaturgia, coinvolgendo anche nelle tappe più obbligate (il dramma processuale). Quella che ha colpito l’opinione pubblica al tempo, però, è l’efficacia dell’impianto di denuncia, sia della violenza carnale sia del sistema giudiziario che rischia di tollerarla. Il testo è potente nel momento in cui arriva ad additare, anche, un’intera umanità ipocrita e opportunistica. Figlioccio più dotato di Stupro di Lamont Johnson.


