Commedia

SEX AND THE CITY 2

Titolo OriginaleSex and the City 2
NazioneStati Uniti
Anno Produzione2010
Genere
Durata146'
Tratto daPersonaggi creati da Candace Bushnell
Fotografia
Scenografia

TRAMA

Tornano Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha, sempre più avanti con gli anni. E provano a risolvere i loro problemi (routine matrimoniale, maschilismo in ufficio, fatica della maternità e menopausa) con una bella gita esotica à la Vanzina.

RECENSIONI

Un supplizio. Ahimè la totale inconsistenza di questo Sex and the City 2, sotto ogni punto di vista, unita alla mole sproporzionata (quasi due ore e mezzo di film) basterebbe a riassumere così ogni possibile giudizio. Nonostante le premesse di partenza (un sequel obbligato a un film mediocre; protagoniste ulteriormente invecchiate ma ostinatamente ggiovani; palinsesti commerciali da riempire), King avrebbe potuto quantomeno usare misura e scrivere uno script decente o decentemente piacevole. Invece straborda, mantenendo tutti i difetti del primo film (soprattutto l’idea incredibile di voler trasformare una puntata tv in un lungometraggio, lunghissimo metraggio, stiracchiando quattro idee in croce sino all’inverosimile) e aggiungendone degli altri. L’esotismo, già sperimentato in salsa messicana nel primo capitolo, qui diviene centrale ed è occasione per un vero e proprio disastro: si inanellano stereotipi disarmanti (lo sceicco straricco, gli alberghi favolosi, gli arabi maschilisti e le donne arabe represse che sotto i veli sono, ovviamente, fashion-victims anch’esse), ci si abbandona a gag di bassa lega, si punta tutto sul contesto paesaggistico sperando che la sua fibra inusuale, il luccichio e le griffe distraggano dalla disarmante pochezza del resto. Non siamo lontani, davvero, dalla risposta americana al cinepattone.

L’unica nota, doverosa (visto lo spazio dedicato al tema ideologico nella recensione del primo Sex and the City), riguarda il ritrovato spirito trasgressivo che s’intravede, qua e là, tra le maglie dell’insulsa sceneggiatura: tutto il piagnisteo matrimonial-romantico imbastito nel primo film lascia qualche margine a una o due scorrettezze in più. Ma è pochissimo e non basta neppure lontanamente a giustificare, nemmeno in minima parte, la sofferenza causata da siffatta visione.