Commedia

MI MANDA PICONE

TRAMA

L’operaio Picone si dà fuoco, accusando l’Italsider di averlo licenziato. La moglie assume Salvatore, che aveva con lui dei debiti, per rintracciarne la salma: scopre che Picone aveva mille loschi affari.

RECENSIONI

Nanni Loy firma un’altra eccellenza della commedia grottesca all’italiana, tornando, per l’ennesima volta, in quel di Napoli, con la complicità dello sceneggiatore Elio Porta (già autori, insieme, del buon Café Express): sotto le maglie della farsa erta a rappresentare la famosa arte di arrangiarsi partenopea, c’è la denuncia del degrado e della piaga della disoccupazione in una metropoli dove De Filippo incontra Pirandello. La prova di Giancarlo Giannini è memorabile ma non gli è da meno Lina Sastri in veste “provocante” (che canta ‘Assaje’ di Pino Daniele, ma il commento sonoro è di Tullio De Piscopo). Un giallo tragicomico colmo di suspense, sorprese e personaggi buffi (da antologia il bombarolo cieco) e/o amari, che sbocca nel surreale quando Salvatore si ritrova di fronte a un palombaro nelle fogne. Il Cocò di Aldo Giuffrè è uno spasso e Picone rimane fantomatico: che fine ha fatto? Eroe per la famiglia o mascalzone?