TRAMA
Un ricco banchiere annoiato organizza un colpo perfetto nella sua stessa banca. Un’investigatrice abile e intrigante lo scopre.
RECENSIONI
Basterebbe la messinscena da antologia del “colpo grosso” iniziale a farne un’opera di culto: Jewison gira all’interno di una vera banca e sfodera una perizia tecnico-espressiva da manuale, giocando benissimo con la frenesia dell’azione, i movimenti di macchine da presa nascoste (con riprese anche rubate ad astanti ignari), il ritmo sostenuto e l’utilizzo dello split screen. La parte centrale, invece, diventa lassa e poco verosimile, soprattutto nel modo in cui i colpevoli vengono scoperti. L’aria da commedia sbarazzina della drammaturgia alla fine annoia, ma ci si consola con la bravura degli interpreti, la confezione preziosa, alcune situazioni stuzzicanti (l’erotismo della partita a scacchi) e i risvolti originali nel rapporto investigatore-colpevole, con un personaggio notevole per Faye Dunaway. Lo scavezzacollo McQueen, al solito, si diverte in prima persona a pilotare di tutto. Premio Oscar alla canzone “The Windmills of your mind”.


