Animazione, Commedia

CAPITAN MUTANDA – IL FILM

Titolo OriginaleCaptain Underpants: The First Epic Movie
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2017
Durata89'
Sceneggiatura

TRAMA

Harold e George, inseparabili amici per la pelle, vedono il loro futuro in pericolo quando, in seguito alle loro numerose marachelle, il temuto e odiato preside Grugno decide di metterli in classi separate. Tentano allora di ipnotizzarlo trasformandolo in Capitan Mutanda, il supereroe dei fumetti da loro stessi creati, che si rivela molto più difficile da controllare del previsto. I guai iniziano davvero quando anche il super cattivo da loro inventato diventa realtà…

RECENSIONI

È interessante osservare come il febbrile incalzare di sequel/prequel/reboot abbia contribuito ad una sempre più marcata sovrapposizione tra il mezzo cinematografico e quello televisivo e stia interessando anche il comunemente detto “cartone animato” a causa, spesso, di pigrizia di sceneggiatura e/o di semplice volontà di continuare le vicende di beneamini adorati dai sempre più avidi piccoli (ma anche no) fan. Ecco quindi che sequel come L'Era Glaciale 4 e Cattivissimo Me 3 aggiungono parossisticamente e stancamente personaggi su personaggi, mentre film originali come Sing applicano modelli produttivi tipicamente televisivi a prodotti cinematografici. Capitan Mutanda dimostra come, in realtà, esiste un altro modo, molto più costruttivo, per far dialogare il piccolo e il grande schermo, che non lega necessariamente l'uno all'altro, portando nel cinema quello sperimentalismo visivo, quella sana follia di scrittura che solo i più ristretti budget della tv possono permettersi; si pensi ad esempio – per restare in tema – ai Rugrats, Ricreazione – la scuola è finita o agli stessi Simpsons.
Ecco quindi Nicholas Stoller, un veterano della commedia americana, mettere le mani sulla serie di libri per bambini scritta e illustrata da Dav Pilkey, firmando una sceneggiatura che accosta gag surreali al limite del demenziale (la sequenza della sinfonia dei cuscini flatulenti lascia piacevolmente interdetti) a uno humor da quinta elementare, perfettamente adeguato al contesto, fatto di puerili giochi di parole (come quella sul nome del cattivo di turno, il Professor Pannolino) non per forza rivolto ai più piccoli. Tutti si divertono, tutti possono rivedere gli anni della propria infanzia, l'amico del cuore, il vicino di banco, il secchioncello saccente, il professore pedante, il preside mostruoso.
Non solo, oltre alla classica morale sull'amore e l'amicizia, il film (come del resto l'opera da cui è tratto) è un vero inno alla creatività contrapposta a una sarcastica critica al sistema scolastico che la soffoca, annichilendone l'estro e il guizzo.
Il look and feel, che sa molto di 2D, offre piacevoli e rinfrescanti sorprese estetiche, risultando fresco, originale, dai colori vivaci e dalle forme esagerate, reso ancora più appealing rispetto al materiale originale grazie alle rotondità e alle delicate ombre della CG; ad esso si aggiungono (a volte sovrapponendosi) i numerosi inserti in animazione tradizionale che tendono a ricreare lo stile dei disegni infantili e una sequenza live-action, con pupazzi fatti di calzini.
Elemento quasi inedito è la presenza di “linee cinetiche”, segni convenzionali che nel fumetto servono a trasmettere il senso del movimento. Un uso di questo genere in animazione cinematografica lo si è visto solo in Snoopy and Friends, guarda caso tratto da strisce a fumetti. Nato come un esperimento produttivo, il film ha visto la sua preproduzione in Dreamworks, che ne ha poi commissionato la produzione alla franco-canadese (con una succursale londinese) Mikros Image (Il Piccolo Principe, Asterix e il Regno degli Dei), tagliando vertiginosamente i costi; si parla di un budget di 38 milioni di dollari a fronte dei più di 100 di una normale produzione interna: leggenda vuole che l'allora boss della Dreamworks Jeffrey Katzenberg sia rimasto favorevolmente impressionato dal film Mune – Il Guardiano della Luna e abbia visto in Mikros Image e nella sua capacità di tagliare i costi un'ottima opportunità per salvare l'azienda dalle spese sempre crescenti a fronte di introiti sempre più scarsi. La partnership ha prodotto animazioni di altissima qualità, folli e surreali come imposto dal soggetto, snappy e al tempo stesso morbide e di maniera. Peccato che, commercialmente parlando, la vendita al colosso NBC-Universal sia sembrata molto più conveniente e, sfortunatamente, non è improbabile che possa impedire collaborazioni future di tale genere.

E' un peccato, perchè il budget ristretto (e quindi il rischio più controllato) ha dato vita a un ibrido interessante sotto molti aspetti, da quello strettamente visivo a quello contenutistico, un divertissement non ricercato, sfacciato, ingenuamente senza filtri e mai volgare, che adatta il libro senza passare dalla tv ma imparando da essa.