Drammatico

BOB IL GIOCATORE

Titolo OriginaleBob le Flambeur
NazioneFrancia
Anno Produzione1955
Durata100'
Fotografia

TRAMA

Bob Montagné è un truand vecchio stampo, giocatore incallito e frequentatore assiduo di ritrovi malfamati. Insieme ad alcuni compagni di malaffare decide di tentare il colpo della vita al Casinò di Deauville.

RECENSIONI

Bob le flambeurè una lettera d’amore a Parigi, così come Deux hommes dans Manhattan [...] sarà una lettera d’amore a New York. Le lettere d’amore si scrivono di notte.
J.P. Melville

Oltre all’indiscutibile esigenza di recuperare terreno sul piano dell’immagine pubblica e privata dopol’insuccesso, soprattutto personale, di Quand tu liras cette lettre,nella personalità orgogliosamente creativa di Melville non poteva non sorgerel’urgenza di cancellare il mezzo fallimento dell’opera precedenterealizzando qualcosa di finalmente, e autenticamente, melvilliano, affrancandosiperaltro dai rischiosi limiti della letterarietà. Bob le flambeur nasceradunando questa serie di premesse. In realtà il soggetto e addirittura loscript esistevano già dal 1950, cavalcando anche l’onda di un periodoestremamente felice per il poliziesco francese (la serie di Lemmy Cautioninterpretata da Eddie Constantine, Touchez pas au grisbi di Becker, Durififi chez les hommes di Dassin) era giunto il momento di tirarli fuori dal cassetto. L’episodio più singolare rimaneperò la visione di Giungla d’asfalto di Huston da parte di Melvilleche lo costringe a una riscrittura della sceneggiatura la quale determinerà,anche grazie al supporto di Auguste Le Breton per ciò che concerne i dialoghi(interamente ripensati da quest’ultimo), la reinvenzione quasi totale delfilm. Melville rimane letteralmente folgorato dalla pellicola del collegaamericano, ritenendola da subito un capolavoro indiscusso e inarrivabile, ma persalvaguardare il proprio orgoglio e la propria identità di autore e perdimostrare di non essere affatto contagiati da quella che Harold Bloom chiamava anxietyof influence decide - tanto per utilizzare metafore pertinenti - di cambiarele carte in tavola. La cabrata più evidente dal codice hustoniano èrintracciabile proprio a partire da un elemento strutturale: se Giunglad’asfalto mette in scena attraverso le cupe atmosfere di un classico noirhollywoodiano la tragicità nemesiaca di un manipolo di uomini coinvolti in unarapina, con studiata escalation drammatica dei protagonisti dalla preparazionedel colpo fino alla fuga fatale di Dix Handley, Bob le flambeur raccontamediante un registro espressivo decisamente più lieve ¹,in grado di coniugare il rigore geometrico di Bresson con lo stile burlesco diSacha Guitry (Mémoires d’un tricheur è un referente costanteall’interno del film), la componente eminentemente beffarda del destino di un truand parigino vecchio stile sul modello del Max gabiniano di Touchez pas au grisbi,tra hazard e necessité. È proprio l’immagine insistita dellaruota di una roulette, cara al Guitry di Romanzo di un baro, a sintetizzare inun’unica forma simbolica la pluralità di derive alle quali Bob le flambeurvorrebbe concedersi. Il girare incessante della ruota, che è poi anche la ruotadi Les enfants terribles, come gioco supremo che catturando gli occhi, edunque l’attenzione, del giocatore e nello stesso tempo dello spettatore (inun gioco abissale di coinvolgimento/immedesimazione), ne imprigionaautomaticamente i destini, le vite, presiede anche al girovagare inesausto delgiocatore, condannato a un destino di ineluttabile flânerie. Ecco dunqueche la Parigi calata nel continuum eterno notturno/diurno, fotografata da Decaëin un bianco e nero dall’effetto trasfigurante perimetrata tra Montmartre erue Pigalle (traducendosi in luogo dell’immaginario melvilliano di unametropoli anni ’40, la Parigi d’anteguerra) diviene lo spazio vitale per chicome Bob trova un senso esistenziale nel misurarsi continuo con la ludicapossibilità di vincere al gioco, di vincere il gioco. Riuscire a vinceresignifica riuscire a vivere. Una volta avvinti dal gioco, come nella maledizionedostoevskijana de Il giocatore, la dimenticanza del resto può risultareletale, come nel finale di partita del film in cui l’irrompere della poliziaall’esterno del Casinò di Deauville dichiara la fine del pericoloso gioco. Echi gioca, gioca sempre con la morte, come il giovanePaulo, sfortunato emulo diBob, disgraziata figura figliale. Anche se poi l’amara consapevolezza delfatto che la morte (anche come presenza fatalmente femminea, legandosi dunquealla vicenda della giovane Anne) faccia parte del gioco (come possibilità dimorire: “lo sai tu, e lo sapeva anche Paulo” dice Bob all’amico Roger allafine, chiudendo il cerchio dei giocatori che hanno partecipato al suo stessogioco) è già sempre preservata nell’agire e nel pensare del giocatore, chesul finale di partita raggiunge l’estremo paradosso non soltanto nelloscampare alla morte, o alla sconfitta (l’arresto da parte della polizia), manel beffare se stesso rubando non altro che ciò che havinto.