Horror, Recensione

BALLATA MACABRA

Titolo OriginaleBurnt offerings
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1976
Genere
Durata115’
Scenografia

TRAMA

I Rolf prendono in affitto una splendida villa per l’estate. I proprietari, in cambio del buon prezzo, chiedono loro di accudire un’anziana e misteriosa signora.

RECENSIONI

Dan Curtis ha riscosso molto successo presso il pubblico televisivo americano con una serie di horror da lui prodotti, scritti e diretti per la ABC. Le case "dalle ombre scure" erano la sua specialità, con atmosfere che insinuavano l’incubo in lenta penetrazione, non mostrando l'orrore ma facendolo percepire con inquietudini in crescendo, presagi, sintomi morbosi, scenografie e location che evocavano sensazioni lugubri anche quando risplendevano nel fasto; edifici viventi che succhiavano il sangue agli inquilini. Nei precedenti La Casa Dei Vampiri e La Casa Dalle Ombre Maledette, Curtis utilizzava ancora un "agente esterno" per interagire con i malcapitati; qui il Male opera senza mostrarsi come ne Gli Invasati, impossessandosi dei membri della famiglia, soggiogandoli in forme diverse: della donna sfrutta l'istinto materno e casalingo fino alla paranoia, del padre la rabbia implosa, della vecchia zia la vitalità, del bambino l'ingenuità. Questo adattamento del racconto di Robert Marasco è forse la sua opera migliore, da affiancare ai grandi film che, proprio negli anni Settanta, hanno rifondato l'orrore su basi più moderne, svincolandolo dalle leggende e ancorandolo alla quotidianità, trasferendo la paura dagli effetti speciali ai suoi effetti sul volto delle vittime. Un'altra regola aurea del genere che, purtroppo, oggi si è persa, prevedeva l'obbligo di una chiusura spietata, non consolatoria: atterriscono l'impotenza, l'impossibilità d'agire e fuggire, l'influenza sinistra sulle menti, i misteri insoluti Dietro La Porta Chiusa o in cima alle scale (La Prima Moglie - Rebecca e Che Fine Ha Fatto Baby Jane? insegnano), la piscina che inghiotte il libero arbitrio, la consapevolezza della forza distruttrice delle lotte intestine. Senza le presenze soprannaturali, potrebbe essere letto come l'orrore in seno alla famiglia borghese. Due appunti: il ghigno ridicolo dello chauffeur e l'inutile indugio pro-colpo di scena (prevedibile) nel finale. Ha senz’altro influenzato il Sam Raimi di La Casa (la vegetazione… vivente) e il Stanley Kubrick di Shining (la foto).

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