TRAMA
Schultze vive in un piccolo villaggio della Germania dell’Est. La sua vita scorre tra il lavoro in miniera, le visite al pub, il giardino, la polka e la pesca. Tutto finisce quando lui e i suoi amici vengono mandati prematuramente in pensione. Nel momento in cui i suoi amici scompaiono nel nulla, Schultze scopre un modo di suonare la fisarmonica che non è molto differente dalla polka: è lo zydeco, la musica suonata dalla popolazione creola della Louisiana. Decide di andare a visitare il nuovo mondo. Là in Texas, dovrà affrontare le paludi, la polizia locale, i suonatori d’ottoni cechi e abitanti del luogo che parlano in francese.
RECENSIONI
Non sarà il “film del festival” ma sicuramente ha descritto il “personaggio del festival”: originale, simpatico, malinconico, tenero, comico e disperato. L’ingenuo e panciuto Schultze che tradisce la polka per il blues e si perde tra le macerie e i margini dell’Occidente, è francamente irresistibile. Pazienza se il film di Schorr non è completamente riuscito, se non mancano i vuoti narrativi e i momenti di noia, se ogni tanto gira a vuoto, se molte situazioni hanno più di un’eco di Kaurismaki: l’atmosfera strampalata e poetica è quella giusta e ben costruita e ci sono alcune sequenze-gag straordinarie che è impossibile cancellare dalla memoria.

