Storico

IL RE – THE KING

Titolo OriginaleThe King
NazioneGran Bretagna
Anno Produzione2019
Genere
Durata140’
Fotografia
Scenografia

TRAMA

Nel XV secolo, alla morte del padre che ha portato l’Inghilterra alla guerra civile, Hal diventa re e cerca la pace, ma il delfino di Francia lo provoca fino a mandare un assassino: gli muove guerra, mettendo a capo dell’esercito l’amico Sir Falstaff.

RECENSIONI

Potente script di Joel Edgerton e David Michôd, fra Storia ed Enrico V di Shakespeare: interprete in Animal Kingdom e soggettista/produttore di The Rover, Edgerton nel frattempo è diventato anche un interessante regista (Regali da uno Sconosciuto) e, qui, ritaglia per sé l’affascinante figura di Falstaff, amico saggio e coraggioso, coscienza del re prima e dopo l’incoronazione. Dal canto suo, Michôd trasfonde il suo talento plastico e figurativo negli scontri fisici, dalla lotta “greco-romana” in armatura con Hotspur alla battaglia di Azincourt (location ungheresi), straordinaria per l’uso degli spazi (la mdp che sta addosso, nell’assembramento, al solo re) e nel restituire l’accozzaglia di ferraglia e fango, con la vittoria della tattica sulla forza attraverso una formula spettacolare degna del Waterloo di Sergej Bondarciuk. Il regista, a proprio agio in contesti ruvidi e crudeli, reitera l’ossessione di tutto il suo cinema, War Machine escluso (altra produzione Netflix), secondo cui anatomizza l’interdipendenza dell’animo sensibile con un ambiente (maschile) violento e meschino fino a tentare di domarlo: la grandezza del film, però, sta nelle dissertazioni sulle implicazioni del reggere una nazione, non avendo amici ma seguaci e nemici, fra decisioni difficili e manipolazioni. Hal non fa che cercare persone di cui fidarsi, passando da Falstaff a William (Sean Harris) fino all’esplicita figlia del re di Francia, per cui tutte le monarchie sono illegittime. Deviazioni rimbrottate da Falstaff e inganni a parte, la sua determinazione nel fare la cosa giusta per unire il paese, salvare vite ed essere magnanimo con i nemici diventa l’ossatura dell’appassionante tragedia fatta di caratteri e moti umani, di famiglia che consuma e congiunzione degli uguali: nel quadro generale in cui verrà comunque marchiato nel sangue, non stona nemmeno la macchietta sadica di Robert Pattinson nei panni del delfino di Francia.