Drammatico

GLORIA (1999)

Titolo OriginaleGloria
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1999
Durata108'

TRAMA

Gloria, dopo essersi fatta la galera al posto del boyfriend, non viene da questi “risarcita”. Una volta scoperto che l’ex amante ha intenzione di uccidere un bambino, glielo sottrae.

RECENSIONI

L’originale Una Notte d’Estate di John Cassavetes non sentiva l'urgenza d'essere aggiornato o rifatto, se non per assecondare il capriccio di una produzione alle prese con una delle opera più “accessibili” (e non la migliore) del grande autor’attore e di una star hollywoodiana che vuole svestire i panni di "Bella, bionda e…anche brava" e misurarsi con un mostro sacro della recitazione come Gena Rowlands (protagonista dell’orginale del 1980). Al timone di regia s'è chiamato il buon vecchio Sidney Lumet, particolarmente portato a dirigere gli interpreti in scenari metropolitani imbevuti di nervosismo e malleabile confezionatore di prodotti di qualità che non dimenticano i gusti di più largo consumo del pubblico. Non era nei piani che queste due "grandezze" (Stone/Lumet) avrebbero, in parte, vanificato l'una il lavoro dell'altra: la recitazione sopra le righe di Sharon Stone annulla l'approccio realistico alla materia del regista il quale, dal canto suo, dopo i primi violenti dieci minuti, non lavora più di fino sui personaggi minori e accantona la serie di dettagli inusuali (non ostentati) che, comunque, distanziavano il film di Cassavetes da un qualsiasi dramma d'inseguimento. Nel momento in cui l’attrice protagonista trova il registro giusto, recitando col cuore e non con un senso di competizione (vedi l'incontro con George C. Scott all'ippodromo: insieme fanno faville), l’opera ha imboccato il viale del sentimento spicciolo, costringendo Gloria in un "cuore di mamma" (non senza ironia: vedere la scena in cui denuda la banda) che lascia poco spazio al fascino di una donna bifronte, rude e pietosa, indipendente e fragile, scapestrata ma pronta a giocarsi tutto pur di avere un progetto e un affetto. A sequenze convincenti fanno da contraltare, purtroppo, mosse inverosimili dei caratteri (il padre del piccolo che, per un floppy, fa trucidare la propria famiglia; il tonto gorilla di Kevin che, in garage, affronta a mani nude una Gloria armata).