TRAMA
India, al tempo delle favole antiche. Il giovane principe Asoka, la cui esistenza è minacciata da continui complotti, intraprende in incognito le strade dell’esilio…
RECENSIONI
Long live Bollywood!
L’origine della vicenda è – da quel poco che sappiamo – nebulosamente storica, ma un cartello all’inizio del film invita gli spettatori a non aspettarsi una ricostruzione. “Asoka” è un bell’esempio di quel cinema indiano che ha immensa fortuna in patria e quasi nessuna all’estero (anche perché i festival internazionali preferiscono opere meno commerciali, meglio se incomprensibili), cioè un coloratissimo melodramma eroicomico – musicale, dotato di un’irruenza spavalda che si coniuga alla perfezione con un incanto del fare cinema che, alle nostre latitudini, sembra irrimediabilmente scomparso. Nessuna pretesa di realismo o critica sociale, un messaggio pacifista che non conta più di un McGuffin, una voglia inesausta di stupire lo spettatore attraverso scenografie imponenti, costumi sontuosi, eroismi ingenui quanto grandiosi e musiche trascinanti. Un polpettone? Sì, ma realizzato con professionismo entusiastico, dotato di un ritmo inarrestabile ed interpretato da un cast febbrilmente autoironico.

Bollywood, Bollywood
Finalmente un film indiano in stile Bollywood, realizzato con grandi mezzi e in grado di trasmettere la vitalità e la fantasia della cinematografia più florida del mondo.
La storia, che trae spunto da fatti storici reali, vede principi che si fingono comuni mortali, principesse che scoprono di essere state adottate, congiure sempre in agguato, l'ascesa al trono come il più sublime dei desideri, l'amore, l'odio, l'ambizione, la fede religiosa, tutti espressi alla massima potenza. I sentimenti richiedono dimostrazioni di forza e l'apoteosi della passione è guardarsi negli occhi sgranati dall'ardore sussurrando dolci parole d'amore.
Insomma, un vero e proprio fumetto, divertente e colorato, retorico e fracassone ma tecnicamente perfetto. Bellissimi, in puro stile Bollywood, i tre numeri musicali che, come video-clip, interrompono la narrazione. Le canzoni dal testo impossibile e dal ritmo trascinante sono forse la parte più coinvolgente del film, vero "trait d'union" tra oriente e occidente. Il succedersi infinito di scontri e combattimenti nella parte finale appesantisce un po' la visione, ma l'insieme è davvero godibile.

