Animazione

ZOOTROPOLIS

Titolo OriginaleZootopia
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2016
Durata108'

TRAMA

La coniglietta Judy corona il suo sogno di diventare poliziotta e si trasferisce a Zootropolis, una città popolata da animali dove prede e predatori convivono in perfetta armonia.

RECENSIONI


E' stata una stagione iperattiva per la Disney, fresca di Oscar per l'ottimo Inside out - opera "maggiore" - targato Pixar come l'immediatamente successivo Il viaggio di Arlo - opera minore. Pochi mesi ed ecco arrivare anche Zootropolis.
Meno infantile del cartoon sui dinosauri, lontano dalla complessità a tratti geniale di Inside out. Un compromesso votato alla trasversalità, che vorrebbe mettere d'accordo le famiglie accontentando anche i grandi con citazioni e battute adulte. Il più, però, è crescita, ideali, gag e ritmo, come formula richiede.
Protagonisti stavolta sono gli animali, in un universo totalmente libero dall'ingombrante presenza umana. A sognare è una coniglietta, che le circostanze vorrebbero destinata a coltivare carote come i genitori, ma grinta e desideri portano altrove, a far rispettare la giustizia come poliziotta nella grande città di Zootropolis, abitata da animali di ogni specie e razza, emblema della modernità.
Il messaggio veicolato dalla pellicola è tanto esplicito e sottolineato da risultare didascalico. "E' fantastico avere sogni, l'importante è non crederci troppo", "Chi non prova cose nuove non può fallire" dicono i tremebondi genitori di Judy.
"Mi piace fare cose nuove", "Sarò la prima", "Io non mollo mai" risponde lei. E' tutto un "Puoi essere solo ciò che sei" contrapposto a "Nessuno può dirmi ciò che posso essere o non essere": in mezz'ora anche i più tardi hanno compreso e l'eroina, modello femminile moderno, emancipato e perseverante, ha dimostrato di poter essere quel che vuole.
L'altro tema portante è quello della convivenza interrazziale, anche tra soggetti/specie/razze apparentemente incompatibili. Purché ci si sforzi per il superamento dei pregiudizi (la componente biologica, il DNA, metafora per tanto altro). La prima a doverlo fare è proprio la protagonista col suo futuro amico e socio. La volpe, vittima dello stigma, è per il mondo una creatura disonesta e inaffidabile. In questo caso, invece, si rivela un coprotagonista mascalzoncello ma buono - come in Rapunzel o in Aladin, vecchia tradizione Disney.


Per affermare gli ideali alla base del film Judy deve trasformarsi da ausiliario del traffico in vero poliziotto, risolvere il caso della lontra scomparsa e dei 14 predatori dispersi, smascherando il colpevole, rovesciando la prospettiva, sventando un piano diabolico.
Zootropolis affronta temi di stretta attualità col linguaggio della contemporaneità. Il contesto urbano è moderno, tutti usano le nuove tecnologie. Gli animali sono completamente antropomorfizzati, indossano abiti ed uniformi e manifestano aspirazioni e sentimenti umani. Attuali sono anche i riferimenti umoristici - "Se un coniglio dice a un altro coniglio che è tenero va bene, ma se lo dice un altro animale…". Poi ci sono l'adorabile travestimento da elefantino per un imbroglio da truffatori metropolitani, lo scoramento accompagnato dalla radio con "Everybody hurts", "All by myself", "I'm a loser", l'imbarazzo per gli animali nudisti, l'esasperante lentezza dei bradipi ed il Padrino roditore.
Tutto abbastanza divertente e corretto, ma senza zampate né sorprese. Potrebbe essere un prodotto Dreamworks o Fox indistintamente.
Sarebbe forse auspicabile maggior parsimonia produttiva, onde evitare di indebolire il marchio con troppe opere minori, gradevoli ma comuni.