Comico

ZOHAN

TRAMA

Zohan è un imbattibile agente antiterroristico israeliano, ma sogna di fare il parrucchiere a Manhattan: finge di essere stato ucciso dal palestinese Phantom e inizia l’altra carriera alle dipendenze di una bella palestinese.

RECENSIONI

Almeno fino alla parte conclusiva, dove purtroppo tutti i temi che erano emersi fra le righe vengono urlati (l’invito alla convivenza pacifica fra israeliani e palestinesi, l’amore oltre i pregiudizi, il Sogno Americano), sembra davvero di essere tornati ai bei tempi delle farse triviali, surreali e senza remore di Zucker/Zucker/Abrahams. Adam Sandler (anche co-produttore e co-sceneggiatore) lavora su tre geniali idee portanti: l’argomento politico scottante virato nel demenziale, la derisione del modello macho (simile, in questo, al coevo Tropic Thunder del “rivale” Ben Stiller) e la scatenata profusione di gag sessuali, davvero senza limiti, che fanno sembrare il trash dei fratelli Farrelly un archetipo parrocchiale. Lo aiutano l’amico Judd Apatow allo script (esperto nell’ossimoro oltraggio/buonismo) e il regista Dennis Dugan, compagno di misfatti (è il quarto film insieme) sin dai tempi di Un Tipo Imprevedibile (1996), in cui il comico ricopriva un simile ruolo di dolce/scostumato: ma Zohan è già di culto! Scioglie le bonazze in spiaggia con balletti “anali” e dimostrazioni di forza, è l’eroe nazionale che sgomina i cattivi palestinesi (il Phantom altrettanto ridicolo di Turturro), “acciambellandoli” e umiliandoli nello sprezzo del pericolo (quando s’infila un piranha nelle mutande!), è anche il drago Grisù che sogna di fare il pompiere, il parrucchiere effeminato fermo agli anni ottanta e con pacco in vista: cambio di nome (Scrappy Coco) e cambio di film (l’amore, non la guerra), fino alla sequenza più esilarante, quando inizia a sollazzare le vecchie clienti con lusinghe sconce e mosse pelviche, in un’irresistibile escalation orgiastica di maialate al suono di “Strip” di Adam Ant. Zohan, con la stessa ostentata sicurezza, commuta l’“arma” e ne ha per tutti (cosa fa alla terza età nello sgabuzzino?), pronto a innamorarsi (prima di lui, il pipino) della bella “nemica” Emmanuelle Chriqui. Nel frattempo gli autori fanno anche parecchia politica, con questa New York multietnica, d’immigrati arrivati con un sogno nel cassetto, di divisioni fomentate dal capitalismo razzista dei WASP.