Bellico

Z-MEN (1981)

Titolo OriginaleAttack Force Z
NazioneAustralia/Taiwan
Anno Produzione1981
Genere
Durata84’

TRAMA

Seconda Guerra Mondiale, isole del Pacifico: un commando australiano sbarca per recuperare un uomo precipitato con l’aereo. Incontra giapponesi e partigiani.

RECENSIONI

Gli Z-men sono uomini spietati, con taglie astronomiche sulla testa. Tutto il resto della vicenda non è ben chiaro: il soggetto, per creare suspense, mantiene un gran riserbo sullo scopo della missione e la versione italiana aumenta l’incomprensibilità, poco curata ed accorta, figlia del ripescaggio del film previa notorietà acquisita, nel frattempo, da Mel Gibson. Ci sono anche lunghi dialoghi in cinese e giapponese non tradotti o sottotitolati. Per fortuna, siamo di fronte ad un piccolo film bellico tutto tensione e cruenta azione, che l’ex-documentarista Tim Burstall (che ha rimpiazzato Phillip Noyce) governa dimostrando di conoscere bene il linguaggio cinematografico: suo merito, anche, non aver sottolineato con enfasi epica le gesta di eroismo e sacrificio dei protagonisti, rinvenendo chiaroscuri in entrambe le fazioni in campo, fra crudeltà e gentilezza (emblematica, in questo senso, la figura del comandante giapponese, gentiluomo anche se tortura la bella taiwanese). Un approccio che costituisce anche l’unica nota “moderna” in un film che, a parte la maggiore violenza, è molto simile a quelli realizzati negli anni cinquanta/sessanta dagli americani sulla Seconda Guerra Mondiale ed ambientati nel Pacifico, con la stessa elegia del coraggio dei partigiani locali. Essendo una co-produzione fra Australia e Taiwan, però, non mancano parentesi più “liriche”, tipiche del cinema orientale: l’uomo che parla agli spiriti dei morti, la storia sentimentale e l’immancabile combattimento d’arti marziali. Poco originale, riflessivo o attento alle psicologie ma, per lo meno, non distorce l’abominio della guerra a fini spettacolari.