Thriller

UNKNOWN

NazioneU.S.A.
Anno Produzione2010
Genere
Durata113’

TRAMA

A Berlino per una conferenza sulla biotecnologia, il prof. Martin Harris resta vittima di un incidente in cui perde la memoria. La moglie, però, non lo riconosce e qualcun altro s’è impossessato della sua identità. Chiede aiuto alla tassista che lo salvò dall’incidente e ad un anziano agente della Stasi.

RECENSIONI

Ancora spalleggiato dal produttore Joel Silver, lo spagnolo Jaume Collet-Serra, come per il precedente Orphan, sforna un pregevole thriller all’insegna del già visto, dove è a proprio agio nel tralasciare lo studio psicologico a favore del “giallo” e della spettacolarità. Il modello, consapevole o meno, è il Frantic polanskiano, con americano in città europea, donna locale in aiuto e, anche, un accenno di fuga sui tetti. Nel segno di Alfred Hitchcock, è eccitante la trama sul singolo “incastrato”, immerso in un mistero che, se non è sorprendente nello svelamento finale (usurato il tema della perdita di memoria, per quanto anch’esso, qui, si trasformi in una sorta di colpo di scena), almeno è abbastanza credibile in un contesto che straborda per eccezionalità messe in campo. Cinema di professionisti in ogni dove, compresi i caratteristi (i grandi “leoni” Bruno Ganz e Frank Langella) e gli stuntmen (degno di nota il lungo inseguimento d’auto per le strade di Berlino), innestati in un plot, tratto dal romanzo di Didien van Cauwelaert, che va a parare nel film spionistico alla Intrigo a Stoccolma. Da un lato, è un bene che gli sceneggiatori (fra cui il regista Stephen Cornwell, di cui s’erano perse le tracce) non si siano concentrati sul dramma dell’uomo che perde l’identità, dall’altro è un peccato che non sviscerino il conturbante tema di un protagonista che, perdendo i propri dati anagrafici, cambia la propria moralità: in che modo Martin Harris, riacquistando i primi, riesce a conciliare la (nuova) seconda?