Thriller

U-TURN

Titolo OriginaleU-turn
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1997
Genere
Durata120’

TRAMA

Cooper, tallonato dagli strozzini, rimane fermo con la macchina in un paesino del deserto dell’Arizona. Una bella indiana lo rimorchia: dovrà vedersela con suo marito.

RECENSIONI

L'avvoltoio divora una carcassa nel deserto: è il preludio vaticinante all'incubo paradossale e grottesco che attende il protagonista, non uno stinco di santo ma nulla a confronto con i folli che abitano la torbida provincia americana. Un meccanico sadico (un grande Billy Bob Thornton), un nativo americano cieco e filosofo (irriconoscibile, è Jon Voight), un pervertito instabile (Nick Nolte), una gatta tanto seducente quanto letale (Jennifer Lopez), una teenager sciroccata ed il suo compagno violento, e così via. In confronto, lo sballo che Cooper crede di procurarsi con le droghe (vedi le sue soggettive allucinate) ha lo stesso effetto della bibita Dr. Pepper. Oliver Stone riparte da Tarantino, dallo sconsolante divertimento dell’assurda violenza di Assassini Nati. Abita il genere, non progetta i suoi soliti proclami, si prova nella (tragi)commedia, ma è evidente che non indovina del tutto il registro, almeno nella prima parte: lo stesso intreccio dello sceneggiatore John Ridley ha poco di eccezionale. Il dramma, quando fa capolino (per lo più in flashback), non attecchisce sul terreno della commedia nera; le voglie d'autore Ston-ano (i raccordi in fast-forward sul paesaggio, la musica di Ennio Morricone stile spaghetti-western per il connubio beffa/furore). L'opera inverte la marcia e ingrana la quarta quando lo sguardo del regista si fa più cinico, spietato e personale: arriva ad additare, indirettamente, uno squallido pianeta popolato da ottusi, barbari, avidi, depravati, depressi e disturbati mentali. Attraversa la strada il fantasma di Sam Peckinpah (non a caso il titolo del romanzo da cui è tratto è "Stray dogs", cani randagi, come "Straw dog", Cane di Paglia) e si ha la netta sensazione di un impossibile ritorno (no U-turn) quando l'unico respiro di sollievo concesso ai due "amanti" in fuga è soffocato in gola da un ulteriore crescendo di efferatezza. Il "cane mangia cane" schernisce ed avvilisce.