Grottesco

TRAINSPOTTING

Titolo OriginaleTrainspotting
NazioneGran Bretagna
Anno Produzione1996
Genere
Durata94’

TRAMA

Tre tossici di Edimburgo decidono di smettere, mentre i loro compagni di “trip” si beccano l’Aids o perdono il bambino in grembo.

RECENSIONI

"Perché mi drogo? Perché non scelgo la vita di merda che fate voi!". La martellante "Lust for life" di Iggy Pop apre e chiude l’odissea dei perdigiorno che osservano i treni, la lunga iniezione d'eroina dove le rotaie sono le vene. Ritroviamo lo humour nero, gli ambienti antinaturalistici e il tema del tradimento di Piccoli Omicidi tra Amici, ma il tutto è più provocatorio (seppur non pessimista come il romanzo di Irvin Welsh, che ha un cameo da spacciatore), iconoclasta e nichilista nella sua soggettiva di una vita sballata. La ferocia visiva e amorale è figlia della rabbia implosa di una gioventù scozzese che "È stata solo capace di farsi colonizzare da delle mezze seghe (gli inglesi)” e il tutto è passato al setaccio di un'ironia sardonica, con la voce narrante che incolla le varie strisce fra virtuosismi da videoclip e sprazzi lisergici-onirici-allucinati (la “pera” di McGregor che, cullato da "Perfect day" di Lou Reed, sprofonda in un tappeto persiano che invade anche i contorni della mascherina della macchina da presa). Non costituisce apologia di reato (come il più ambiguo Skinheads), in quanto ciò che i protagonisti decantano in prima persona si discosta largamente da ciò che subiscono: Boyle si è semplicemente limitato ad evitare facili moralismi, nel tentativo di restituire una filosofia autodistruttiva, dada-punk. L’opera si può dividere in due parti: la prima, più libera e caustica, a Edimburgo (ma girata a Glasgow), s'ancora al cinema degli anni settanta (McGregor: "Quello sì era un cinema eccitante!"); la seconda sposta lo scenario a Londra e aggiorna le coordinate ad una società moderna che s’impasticca in discoteche assordanti (divertente la provocazione dei sottotitoli) e che gode perversamente nel metterla nel culo agli altri negli affari. Qui non c'è più niente da ridere. Non disperato e crudele come Arancia Meccanica ma sufficientemente irriverente (l’Atalante secondo Boyle: un tuffo nella tazza del cesso per recuperare due pasticche) e contestatario ("Anarchy in the UK!", "Abbasso la morale borghese puritana!", "'Fanculo il lavoro onesto!").