Thriller

THE EYE – LO SGUARDO

Titolo OriginaleThe eye of the beholder
NazioneCanada
Anno Produzione1999
Genere
Durata110'

TRAMA

Un agente dei servizi segreti pedina una donna che uccide i propri partner occasionali. Ne è patologicamente attratto.

RECENSIONI

Gli Dei conoscono il nostro Destino (Henry Miller citato in aperura). È immutabile. C'è uno iato fra la vita sognata (la figlia ancora viva, l'incontro poetico di mani nel finale) e la cruda realtà, incurante anche dell'operosità degli angeli custodi. Il Peeping Tom di Ewan McGregor è un sognatore, è l'occhio dello "spettatore" (anche cinematografico) appagato dai rapporti intermediati, chiuso nella campana di vetro di un souvenir che raccoglie l'universo in una neve artificialmente candida, la stessa che si tinge di rosso in chiusura. Nascosto dietro i congegni della tecnologia, McGregor origlia La Conversazione, assiste immobile all'Omicidio a Luci Rosse, pedina La Donna che Visse due Volte, La Sposa in Nero con cui crede di condividere una complementare assenza traumatica (lei ha perso il padre, lui la figlia). In una foto (Blow Up) in cui è rimasto impresso un fantasma, trova la prova del "link" oltre la legge con l'assassina. Ma la sua potrebbe essere solo una soggettiva distorta e malata della realtà: Il Cielo sopra Berlino scivola all'inferno, l'angelo custode si macchia di crimini peggiori (perché dettati da egoismo) della pecorella smarrita che non sopporta gli occhi addosso (quando cammina per strada) e che, terrorizzata da una speranza in cui non crede più, fugge via da lui, forse conscia di trovarsi di fronte all'ineluttabile sguardo del Fato e non alla propria guardia del corpo. Il mancato incontro di mani fra i due psicotici sancisce la sconfitta sia dell'illusione, a suo modo letale, sia della cinica filosofia dello squalo (il ciondolo indossato da Ashley Judd) che non vuole ricordi, nuota e uccide. Stephan Elliott rifà Mia Dolce Assassina di Claude Miller e chiude con la morte negli occhi, "augurandoci tanto amore", così lontano dalla solare Priscilla australiana, così vicino ai suoi "diversi" che amano e soffrono oltre le frontiere e le ossessioni, lungo l’on-the-road esistenziale, con sotto braccio una parrucca, qualcosa con cui camuffarsi.  Azzarda e finisce anche lui nell’Inferno dell’oblio (un insuccesso che l’ha ridotto sul lastrico).