Horror

THE END? – L’INFERNO FUORI

NazioneItalia
Anno Produzione2017
Genere
Durata100'
Scenografia
Musiche

TRAMA

Roma, oggi. Il rampante economista Claudio Verona si sta recando a lavoro e rimane bloccato in ascensore. Fuori si scatena l’inferno.

RECENSIONI

Dell’esordio di Misischia si vorrebbe parlar bene. Un film italiano “di genere”, come si diceva una volta, per di più uno Zombie Movie, che approda alla grande distribuzione, è un evento che merita di essere celebrato. Era, credo, dal tardo Zombi 3 (1988) di Lucio Fulci che un morto vivente italiano non entrava nelle nostre sale. Però dispiace dover constatare che The End? – L’inferno fuori finisce per non giocarsi benissimo le carte dell’interessante B-Movie che poteva essere. La parziale, cattiva riuscita del film va forse ricercata nel connubio tra legittime ambizioni e (forse) fisiologiche ingenuità. Nella migliore tradizione della Necessità che segue la stella polare della Virtù, Misischia gioca la carta del film-scommessa à la Buried (per citare un esempio recente). Teoricamente, fa bene. Costringendo l’ampio respiro dello zombie movie apocalittico in un ascensore si opta per un approccio obliquo alla materia e si colloca il budget modesto in una confort zone dalla quale non esce mortificato. Pochi effetti speciali, da giocarsi al momento giusto, pochi attori e pochissimi esterni giorno. Un lavoro di sottrazione che, però, avrebbe dovuto contare su una regia più fantasiosa, una scrittura più smaliziata e un attore protagonista capace di reggere meglio la solitudine in scena.

The End?, invece, si sviluppa in modo troppo meccanico e prevedibile, con un protagonista caratterizzato in maniera un po’ grossolana, e una struttura ripetitiva che stanca velocemente (telefonata / aggressione / telefonata / aggressione. Senza contare che le telefonate non sono scritte in modo da edificare una progressione drammatica efficace e le aggressioni sono uguali l'una all'altra, una dopo l’altra). Solo nella parte finale si introduce la variabile-poliziotto che, però, non riesce a dotare il film di reale dinamismo e finisce per sembrare un diversivo, portatore non troppo sano di nuovi cliché rivisti decine di volte. E’ un peccato, perché sotto l’involucro dal sapore artigianale/amatoriale, a molti livelli, si nasconde probabilmente, come già accennato, un buon B-Movie di Genere. Che però affiora troppo raramente.