Fantapolitica

7 GIORNI A MAGGIO

Titolo OriginaleSeven Days in May
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1963
Durata118’

TRAMA

Negli anni settanta, il Presidente degli Stati Uniti Jordan Lyman firma il disarmo nucleare con l’Unione Sovietica. Alcuni vertici militari sono insoddisfatti e pianificano un colpo di stato da effettuare entro sette giorni.

RECENSIONI

Come nel precedente Va' e Uccidi, John Frankenheimer (che, insieme a Kirk Douglas, ha lottato per portare il film in produzione) costruisce un inquietante thriller fantapolitico, dove profonde tutto il suo credo politico e le sue innovative tecniche di ripresa per esaltare il testo, simulare l’autenticità, e permettere agli attori di donare tutto di se stessi. Rod Serling (Ai Confini della Realtà) adatta il romanzo (1962) dei giornalisti Fletcher Knebel and Charles W. Bailey II, basato anche su figure reali di militari destrorsi e antisovietici. La loro “fantapolitica”, oltre ad auspicare la distensione fra due superpotenze militari in piena Guerra Fredda, denuncia anche chi, negli Stati Uniti, manovra nell’ombra affinché la pace non sia mai possibile. Non a caso, la produzione ha avuto il sostegno dello stesso presidente John Fitzgerald Kennedy, del cui fratello Robert, nello steso anno, Frankenheimer cura la campagna politica: per il regista, l’opera è anche l’occasione per seppellire la nefasta censura di McCarthy. Le interpretazioni sono di vigore: Burt Lancaster è indimenticabile nel ruolo del villain (vedere la scena finale con Frederic March) e Kirk Douglas è in piena forma (vedere la scena in cui fa visita al Presidente).